Israele:

Da www.repubblica.it

Roma, maratona diplomatica del ministro degli Esteri israeliano
Colloquio Prodi-Bush: "Vivo apprezzamento per leadership del nostro Paese"

Livni: "Italia modello per l’Europa"
D’Alema: "La missione un punto di svolta"

L’opposizione: "A Bruxelles vedremo se l’Europa è all’altezza"
Fini: "Aspettiamo il vertice per vedere quanti Paesi saranno presenti"

ROMA – Alla vigilia del vertice europeo dei ministri degli Esteri, il governo incassa il via libera degli Usa e il consenso del ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni, che a Roma ha incontrato Massimo D’Alema, Romano Prodi e i leader dell’opposizione. George W. Bush esprime al premier "vivo apprezzamento" per la leadership mostrata dall’Italia nella crisi in Medio Oriente, Livni osserva: "L’impegno dell’Italia è un modello per gli Stati europei". Si aprono spiragli per una partecipazione consistente da parte degli altri Paesi Ue alla missione: la Francia, annuncia il presidente Chirac, invierà in Libano altri 1600 uomini.

Colloquio Prodi-Bush. Il presidente Usa è "fortemente impegnato per premere sui Paesi amici al fine di allargare il numero dei partecipanti alla missione". Prodi, dopo un colloquio telefonico con Bush, sottolinea l’esigenza che la missione "sia davvero internazionale" e non nega di essere "abbastanza ottimista" in vista di Bruxelles. Palazzo Chigi parla del "vivo apprezzamento" del capo della Casa Bianca per la "forte leadership espressa dall’Italia in queste settimane". Quanto al comando della missione, "il presidente Bush – spiega la nota – ha riferito dei contatti con Kofi Annan, nei quali disponibilità e leadership italiana sono state commentate molto positivamente".

L’apprezzamento di Livni. "La comunità internazionale deve intervenire il più velocemente possibile per entrare nella seconda fase prevista dalla risoluzione 1701. La situazione è esplosiva", avverte il ministro Livni, assicurando tuttavia che "non vi è conflitto fra Israele e Libano" i quali hanno gli stessi interessi che sono quelli della comunità internazionale. "Israele -ribadisce – è disposta a sostenere la comunità internazionale e ad applicare la risoluzione".


L’incontro Prodi-Livni. "Abbiamo esaminato tutti gli aspetti della crisi e convenuto sulla necessità che la forza internazionale intervenga presto": così Prodi dopo il colloquio con Livni nell’aeroporto militare di Grosseto. Il premier aggiunge che da parte del ministro israeliano "c’è stato un ringraziamento all’Italia" perché "ha mantenuto il suo impegno anche in un momento di scollamento".

D’Alema: "Nessuna disputa per comando". Dopo l’incontro con Livni, il ministro degli Esteri conferma "l’impegno dell’Italia per la piena applicazione della risoluzione", il che "comporta il dispiegamento di una forza internazionale nel Libano del sud anche un grande impegno politico, umanitario e per la ricostruzione". Quanto alla guida della missione, ribadisce: "nessuna disputa", ma "una forte pressione dell’Italia per incoraggiare Ue e comunità internazionale a un contributo significativo". Per D’Alema, il successo della missione può essere "un punto di svolta non solo per il Libano ma per tutta la situazione mediorientale". Poi precisa: l’Italia "non è coinvolta in nessuna trattativa segreta" per la liberazione dei due militari in mano a Hezbollah dal 12 luglio: "Si era rivolto al nostro Paese il presidente del Parlamento libanese, ma è una pista non percorribile, né prenderemo iniziative non richieste anche da Israele".

Fini: "Aspettiamo Bruxelles". Nell’incontro con Livni, dice il leader di An, Gianfranco Fini, "abbiamo sottolineato la posizione espressa nei giorni scorsi: nessuno mette in discussione la risoluzione 1701", ma "si tratta di considerare se la comunità internazionale sarà all’altezza delle buone intenzioni. Attendiamo il vertice di Bruxelles per vedere quali e quanti Paesi saranno presenti e l’eventuale ruolo dell’Italia".

Casini: "L’Europa dica se c’è". Se l’Europa dimostrerà di essere un’entità politica solida, afferma il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, l’opposizione non negherà il proprio contributo alla missione. "E’ l’Europa che è chiamata a dire se esiste. Aspettiamo domani. Chiediamo a Prodi di riferire al più presto, come stabilito nella risoluzione parlamentare nella quale si chiedeva chiarezza sulle regole di ingaggio e sulla cornice politica della coalizione che si prepara ad arricchire la missione Unifil". "Domani si vedrà se la Ue è una cosa seria e se sarà in grado di trovare l’unità politica sulla missione" incalza il coordinatore di FI, Sandro Bondi.

(24 agosto 2006)

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