Jenin riceve aiuti di emergenza da attivisti di Nablus

[Nedal Eshtayah/Anadolu Agency].

Nablus. Decine di attivisti palestinesi e giornalisti nella città occupata di Nablus, in Cisgiordania, sono riusciti ad avviare una campagna di aiuti di emergenza per alleviare le sofferenze delle famiglie sfollate dal campo profughi di Jenin, provocate questa settimana dall’esercito israeliano.

Gli organizzatori hanno affermato che la cooperazione tra i professionisti dei media ha dato impulso alla campagna e ha portato all’arrivo di decine di camion carichi di pane, acqua, generi alimentari e forniture mediche per Jenin. Il giornalista Bakr Abdel-Haq ha spiegato che la pianificazione della campagna è iniziata lunedì sera, a seguito della diffusione di video che mostravano lo sfollamento, la distruzione e la carenza di acqua dopo che l’esercito israeliano aveva distrutto l’infrastruttura del campo profughi e costretto le persone ad andarsene.

Abdel-Haq ha dichiarato a Quds Press che le immagini hanno suscitato una reazione da parte di tutti a Nablus, in particolare giornalisti e attivisti, per questa ragione è nata la campagna di aiuti d’emergenza. Ha aggiunto che gli organizzatori hanno immediatamente contattato i rappresentanti del governatorato di Nablus e del comune per garantire una copertura legale e ufficiale e concordare un luogo per raccogliere le donazioni.

Secondo l’attivista della comunità, Mais ash-Shafei, la campagna si è distinta principalmente per la grande e positiva risposta di tutti a Nablus, con donazioni provenienti da città, cittadine e campi profughi. Successivamente, la campagna è stata estesa per includere medicinali e materiali medici indispensabili per gli ospedali e le cliniche governative.

Il giornalista Rashid Levdaw ha sottolineato che hanno partecipato alla campagna anche gli studenti universitari che studiano a Nablus provenienti da Jenin e dalle cittadine circostanti. Inoltre, altre città hanno contattato gli organizzatori a Nablus e hanno trasferito quanto raccolto, pronto per essere inviato a Jenin.

(Fonti: MEMO e Quds Press).