Jenin: tre studenti non vedenti tra i diplomati palestinesi più qualificati

Jenin – Agenzia Safa’. All’interno della società palestinese sotto occupazione sono tanti i segni a dimostrazione della determinazione, forza e creatività per l’affermazione come popolo autonomo, attivo nella costruzione del proprio futuro.

È sorprendente il caso di tre studenti non vedenti della Cisgiordania che – negli esami di maturità del 2010 –  si sono qualificati tra i migliori.
 
Alaa Sabah, Tamer Jaradat e Yasmin Daraghme sono i tre allievi palestinesi affetti da questa disabilità ad essersi classificati tra i primi con le seguenti votazioni: 95,5% – 92,2% – 93,6%.

A dispetto dei sentimenti generali che li vedono soggetti non autosufficienti e vittime della compassione, i tre ragazzi hanno dimostrato a tutti il contrario.

Il risvolto della pazienza. Umm Ahmed, è la madre di Alaa e, fiera dei risultati della figlia, afferma: “L’ho seguita giorno e notte e la ragazza ha dimostrato determinazione e capacità pari a quelle di uno studente con piene facoltà visive”. 

Il Ministero le ha sempre fornito tutto il materiale necessario e Alaa ha potuto studiare sui testi Braille ma, ad un certo punto, il suo impegno ha subito un rallentamento nell’ambito dell’esame di lingua araba.

Sin dalle scuole elementari, Alaa ha avuto un tutore, ma questa volta, continua la studentessa nel suo racconto: “Ho sentito che non fosse capace ad assistermi nell’esposizione dell’esame. Ho perso del tempo e alla fine, il punteggio in lingua araba è stato penalizzato di ben 20 voti. Sono riuscita comunque a rifarmi e ho ottenuto una votazione finale brillante. Ora vorrei studiare lingua e letteratura inglese all’università ma la situazione economica della mia famiglia non è rosea a tal punto”.

Il padre di Alaa è disoccupato e la ragazza è la quinta di sei figli. La sua disabilità rende un impegno di questo tipo ancora più improbabile perché, dal momento che è una non vedente, Alaa necessita di strumenti di studio particolari.

Così, la madre della studentessa si rivolge al presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp), Mahmoud ‘Abbas e al suo premier, Salam Fayyad, perché prendano provvedimenti in direzione di un abbattimento delle tesse universitarie per i disabili.

Una volontà di ferro. La storia di Tamer Jaradat, di Zabube, villaggio vicino a Jenin, non è molto diversa da quella di Alaa.

Anche lui è non vedente, ha dimostrato determinazione e ha ricevuto un sostegno familiare decisivo per il suo risultato. Tamer inoltre, ha la fortuna di avere un fratello insegnante che lo segue con costanza.

Anche a lui, il ministero della Pubblica Amministrazione aveva fornito il materiale Braille ma ora, di fronte a questi eccellenti risultati e alla voglia di proseguire gli studi, i ragazzi lanciano un appello.

Forte delle sue parole, Tamer si rivolge alle istituzioni di governo palestinesi perché ne apprezzino i risultati e rafforzino il loro sostegno.

Yasmin Daraghme, di Tubas è molo ambiziosa e promette la medesima determinazione all’università, nel mondo del lavoro e, in generale, assicura il proprio impegno nella società palestinese.

Infine, Yasmin invoca una cooperazione tra tutte le parti interessati.

Moustafa Jawhari, direttore esecutivo dell’Associazione per i non vedenti, ha promosso una serie di proposte per il futuro di questi ragazzi.

Zawhari auspica di potenziarne le capacità e rispondere alla loro volontà di affermazione e di contribuire alla vita sociale.

Fornire loro materiale specializzato, rispondere alle loro esigenze nella delicata fase di passaggio dall’età adolescenziale a quella di professionisti adulti; per tutti questi obiettivi, Zawhari progetta numerose attività extra scolastiche.

Il direttore dell’autorità consultiva dell’Associazione a Jenin, Mo’tassem Zayyad, afferma: “Ancora non si riesce a rendere loro giustizia in tutti i campi. A favore di questi ragazzi, si deve innescare un processo globale che parta dalla società con l’affermazione del diritto allo studio, poiché prerogativa e garanzia dell’autonomia”.

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