L’occupazione israeliana bombarda la sede del primo ministro a Gaza e uccide un cittadino palestinese a Jabaliya.

Dal nostro corrispondente.

All’alba di oggi, aerei Apache israeliani hanno bombardato la sede del primo ministro a Gaza, centrandola con un solo missile. Fonti palestinesi hanno confermato che non ci sono state vittime perché la sede era vuota (il bombardamento era infatti atteso a momenti).

La sede del primo ministro si trova nel quartiere Tal Al-Hawa, a ovest della città di Gaza, e dista solo qualche decina di metri dall’abitazione del presidente palestinese Mahmoud Abbas.

Testimoni oculari hanno riferito che il missile ha colpito il primo piano della palazzo dove si trova l’ufficio del primo ministro Ismail Haniyah. La struttura, che ha subito enormi danni, ha preso fuoco.

Il Premier Haniyah sta bene perché non si trovava nell’edificio (in attesa dell’aggressione, dopo che l’aviazione israeliana, pochi giorni fa, aveva bombardato l’ufficio del ministro degli Interni Said Syam).

Parte della struttura è crollata.

Hanyah ha visitato il luogo dell’attacco per verificare i danni.

In un comunicato, il primo ministro ha dichiarato che la politica israeliana di aggressione ha perso ogni limite, e ha chiesto alla comunità internazionale e ai paesi arabi di assumersi le prioprie responsabilità facendo cessare gli attacchi contro la popolazione.

Afghai Adri, il portavoce dell’esercito di occupazione, ha affermato che il bombardamento dell’ufficio di Haniyah è un messaggio chiaro ai dirigenti sul sequestro del soldato Jelaad Shlit, e ha aggiunto che il premier palestinese si trova a capo dell’organizzazione – Hamas -che ha sequestrato il loro militare.

Fonti locali nella nord di Gaza ha informato che l’aviazione israeliana ha colpito una postazione nel campo profughi di Jabaliya, vicino all’abitazione del deputato Mohammad Shihab. Nell’attacco è morto il giovane Shabaan Abdelminemm Manun, di 28 anni.

Il bombardamento israeliano contro l’ufficio del capo del governo palestinese giunge dopo la riunione tra i comandanti dell’esercito israeliano alla presenza del ministro della Difesa, Amir Peretz.

In un comunicato stampa, Adri ha dichiarato che durante l’incontro hanno discusso del “piano che sarà messo in atto nella prossima fase nella striscia di Gaza con l’obiettivo di liberare il soldato israeliano sequestrato. Il piano sarà proposto al Consiglio dei ministri oggi, a Gerusalemme, per ottenere l’approvazione da parte del primo ministro israeliano Ehud Olmert".

La stampa israeliana aveva riferito della polemica tra Olmert e la dirigenza dell’esercito israeliano per quanto riguarda l’ampliamento dell’operazione militare nella Striscia di Gaza: l’esercito era favorevole, mentre il primo ministro vi vedeva un aumento nel numero di morti sia da parte dei civili palestinesi sia dei soldati israeliani.

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