La Banca Mondiale lancia l'allarme sull'avanzamento del deficit dell’Anp.

Ramallah – Infopal

La Banca Mondiale ha lanciato l’allarme – deficit economico dell’Autorità Palestinese: il 2007 ha registrato un’ulteriore crisi. Nella prima metà del 2007, il disavanzo nel bilancio è stato di 100 milioni di dollari al mese.

La Banca Mondiale addebita questo ammanco alla politica sbagliata seguita dal governo Fayyad nel gestire l’economia palestinese, che si è concentrata totalmente sugli aiuti esterni per far fronte alle spese palestinesi, stipendi compresi, invece di basarsi sulle entrate interne.

Secondo il rapporto della Banca Mondiale, che ha delineato un’immagine oscura dell’economia palestinese, il deficit si è accumulato nonostante la gli aiuti esterni “straordinari” l’anno abbiano raggiunto un totale di 450 milioni di dollari consegnati all’Autorità Palestinese.

L’Autorità palestinese calcola ad almeno 1,62 miliardi di dollari annui le richieste di aiuto economico rivolte ai donatori stranieri: il 94% servono per coprire le spese e non per finanziare l’economia.

La Banca Mondiale esporrà la relazione sullo stato dell’economia palestinese durante la riunione del gruppo dei donatori esterni, il 24 settembre, a New York, alla presenza di Salaam Fayyad.

Diminuzione del prodotto interno lordo
Il rapporto spiega che il prodotto interno a persona in Palestina è calato di circa un terzo dall’inizio dell’Intifada, nell’anno 2000: è passato da 1612 dollari (nel 1999) a 1129 (nel 2006).
Secondo il rapporto, l’aumento della forza lavoro e la decrescita del lavoro privato, ha reso l’impiego pubblico l’unica garanzia di occupazione.

E ha proseguito: “l’Autorità Palestinese ha assunto lavoratori per limitare la povertà”. Nel 2006, i dipendenti dell’Anp erano circa 157.800: 60% in più rispetto al 1999.

E ha aggiunto che "il governo Fayyad ha tentato di risolvere il problema non pagando gli stipendi di 31.000 lavoratori assunti dall’Autorità illegalmente dalla fine del 2005, ma un’ulteriore diminuzione della forza lavoro sarà difficile, a livello politico”.

La Banca Mondiale ha avvertito che “mentre si è allargato il lavoro pubblico, la forza produttiva ha iniziato a sparire. Questo rende l’economia palestinese ancora più dipendente dai donatori esterni”.
E ha aggiunto: “L’impossibilità di preventivare quale sarà la situazione dei passaggi e dei posti di blocco israeliani, che ostacolano il movimento, il congelamento da parte di Israele di centinaia di milioni di dollari di tasse e dazi spettanti ai palestinesi, il blocco degli aiuti diretti provenienti dall’Europa, ha prodotto la stagnazione dell’economia”.

E per quanto riguarda la Striscia di Gaza, il rapporto prevede che “l’economia pubblica e privata crollerà” se proseguirà l’assedio imposto da Israele.

Si ricorda che il governo Fayyad, dall’inizio del suo lavoro, ha applicato una serie di decreti che intendono far cadere il governo di Ismail Haniyah, ha congelato la raccolta delle tasse dei cittadini privando, così, l’economia palestinese delle entrate dei passaggi commerciali esterni che formano una parte importante del bilancio dell’Anp, e non ha adempiuto ai propri doveri di tenere aperti i passaggi.

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