La Cina e il Sudafrica rifiutano il boicottaggio internazionale e sostengono la causa dei palestinesi.

Dal nostro corrispondente.

Mercoledì sera, il ministro degli Esteri Mahmoud Az-Zahar ha incontrato nel suo ufficio di Gaza gli ambasciatori di Cina e Sudafrica in Palestina.

Con loro ha discusso dei risultati della sua ultima visita a dieci paesi arabi, del rapporto tra Cina, Palestina e Sudafrica e dei mezzi per realizzare qualche progetto a favore del popolo palestinese.

L’ambasciatore cinese.

L’ambasciatore cinese ha trasmesso a Az-Zahar la lettera del ministro degli Esteri cinese in cui viene confermata l’accettazione, da parte della Cina, della scelta democratica del popolo palestinese, apprezzando la tradizionale amicizia tra i due paesi. Ha affernato inoltre che la Cina rifiuta l’isolamento e il boicottaggio del popolo palestinese.

In una dichiarazione rilasciata ai giornalisti dell’ufficio stampa del ministero degli Esteri, l’ambasciatore cinese ha sottolineato che il boicottaggio praticato subito dopo la vittoria elettorale di Hamas crea gravi difficoltà al popolo palestinese e peggiora la situazione umanitaria.

Ha apprezzato il fatto che Hamas continui a rispettare la Hudna (la tregua) tra la Palestina e Israele, in particolare dopo aver assunto il potere, e ha aggiunto: “Ci teniamo di più alle tattiche e ai diversi mezzi di lotta e non allontaniamo l’idea delle trattative”.

L’ambasciatore ha invitato il ministro palestinese a visitare la Cina, nell’ambito degli incontri arabo-cinesi, per spiegare con chiarezza  la posizione del governo palestinese e prendere delle iniziative per ottenere la fiducia e raccogliere gli aiuti dalla comunità internazionale.

Az-Zahar, da parte sua, ha apprezzato la lettera del ministro degli Esteri cinese e, in generale, la posizione della Cina, giudicandola corretta in un momento come questo.

E ha poi confermato la sua partecipazione all’incontro con la Cina e la necessità di collaborare.

Ha chiarito che con l’avvicinamento palestinese con la Cina “forse potremo fare qualcosa per la storia e per l’umanità mettendo le basi per un progetto internazionale costruito sul rispetto e non sulle pressioni, che sono contrarie alla democrazia”.

 

E ha dichiarato che non esistono giustificazioni per l’attuale boicottaggio contro il popolo palestinese: “Questa politica sarà sconfitta perché è priva di umanità e decenza, e sarà rifiutata dai popoli, cadendo da sola”.

Ha poi discusso con l’ambasciatore cinese diversi progetti proposti al popolo palestinese e le strade per realizzarli nel prossimo futuro.

Sudafrica.

Nell’incontro con l’ambasciatore del Sudafrica, Az-Zahar ha parlato delle somiglianze tra l’esperienza palestinese e sudafricana: una storica lotta umana attraverso cui la maggioranza della popolazione è uscita dal silenzio, arrivando a un programma di pacificazione vera e non alla vendetta, che ha portato a costruire uno stato avanzato a tutti i livelli – economico e politico.

Az-Zahar ha lodato lo stato del Sudafrica, divenuto un simbolo mondiale che ha prodotto personalità come Nelson Mandela ispiratore di un programma di resistenza all’ingiustizia e all’oppressione razziale.

E ha poi spiegato la linea della resistenza palestinese per cui si sono sacrificati tanti dirigenti di spicco e persone normali, sono state distrutte tante case e sradicati tanti alberi, ma che, nonostante tutto, va ancora avanti per raggiungere la liberazione a cui è giunto il Sudafrica.

Ha confermato l’interesse del governo palestinese a ri-attivare la commissione sudafricano-palestinese e a mettere in pratica la collaborazione e gli accordi congiunti nel campo idrico, della salute, dell’insegnamento, dell’agricoltura, in aggiunta all’interesse per la partecipazione del Sudafrica al sostegno al popolo palestinese.

Da sua parte, l’ambasciatore del Sudafrica ha confermato la volontà del suo paese a migliorare i rapporti con l’amministrazione palestinese, confermando l’appoggio deciso e continuo del suo Presidente alla Palestina.

Ha aggiunto che il Sudafrica apprezza la scelta del popolo palestinese e non si intromette nei risultati elettorali, e che è consapevole delle enormi  pressioni internazionali praticate contro il governo Hamas – sottolineando la contrarietà a questa strategia.

L’ambasciatore ha spiegato che il Sudafrica si impegnerà a sostenere progetti per il popolo palestinese e che attualmente ne sta studiando molti – tra cui tre borse di studio superiori per gli studenti dell’università islamica Al-Azhar e l’università della Cisgiordania, e la specializzazione di una ventina di medici.

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