La Coalizione ‘Proteggere la riconciliazione’ individua alcune violazioni a Gaza e in Cisgiordania.

Gaza – Infopal. La coalizione creata per proteggere la riconciliazione palestinese ha valutato positivamente il permesso concesso dai due governi, della Cisgiordania e di Gaza, ai movimenti giovanili e i sostenitori dei diversi partiti di scendere per le strade in seguito all’annuncio della firma dell’accordo di riconciliazione.

In un comunicato ricevuto sabato 7 maggio dal nostro corrispondente, Ramadan Razeq, uno dei rappresentanti della coalizione, ha dichiarato: “La coalizione loda il permesso concesso da Hamas e da Fatah di esporre le bandiere sulle case e barche e nel consentire incontri senza obiezioni o impedimenti.

“La coalizione ha apprezzato il permesso dato ai sostenitori di Hamas nella città di Nablus di potersi raggruppare e manifestare senza essere ostacolati, e l'autorizzazione concessa ai gruppi giovanili e ad altri movimenti di scendere in piazza dopo la preghiera di ieri, venerdì 6 maggio, nelle città di Hebron, Ramallah, Tulkarem”. 

Tuttavia, Razeq esprime la preoccupazione dell’alleanza nel ricevere segnalazioni e denunce da Betlemme e Nablus per la rimozione delle bandiere verdi in varie moschee, anche nel nord della Cisgiordania. Inoltre, ci sono testimonianze della forte presenza dei servizi di sicurezza che durante le manifestazioni in Cisgiordania controllavano e intercettavano i partecipanti andando contro il concetto stesso della riconciliazione.

“Bisogna quindi fermare queste violazioni”, aggiunge.

L’alleanza segnala l’esitazione del governo di Gaza nel permettere a cinque membri dei “rivoluzionari di al-Fatah” di uscire dalla Striscia di Gaza per partecipare a un incontro ufficiale del Consiglio Rivoluzionario a Ramallah. Il permesso è stato concesso solo dopo due ore dal loro arrivo al valico di Beit Hanun.

Un gruppo giovanile palestinese ha annunciato, giovedì 5 maggio, il lancio di una campagna che ha lo scopo di proteggere la riconciliazione interna, festeggiata il giorno della firma dell’accordo, mercoledì 4 maggio, al Cairo. I componenti di tale campagna mirano a cogliere ogni violazione dell’accordo di pace da qualunque parte arrivi.

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