La cognata di Blair, ‘prigioniera a Gaza’: ‘La Striscia è un carcere a cielo aperto’.

Tel Aviv – Infopal. Una fonte militare israeliana ha confermato che lo scorso fine-settimana l’esercito ha impedito a Lauren Booth, cognata dell’ex primo ministro britannico Tony Blair, di uscire dalla Striscia di Gaza attraverso il passaggio di Erez.

Il portavoce del ministero incaricato di coordinare le operazioni nella Striscia di Gaza, Jyll Carey, ha dichiarato che la domanda della Booth "presentata alla fine della scorsa settimana è stata rifiutata, perché chiunque non entri a Gaza in maniera ufficiale non potrà lasciarla in maniera ufficiale". 

Lauren Booth è arrivata a Gaza via mare il 23 agosto, su una delle due imbarcazioni del Free Gaza, partite da Cipro e cariche di attivisti internazionali, ed è rimasta nella Striscia con alcuni membri del gruppo.

In un’intervista alla BBC, la cognata di Blair, inviato del Quartetto per il Medio Oriente, ha dichiarato: "Ringrazio le autorità israeliane di avermi dato la possibilità di conoscere con esattezza cosa significhi vivere nella più grande prigione a cielo aperto, dove persone che hanno diritto di partire in base alle leggi internazionali vengono tenute sequestrate in un carcere di 40 km per 10".

E ha aggiunto che le autorità israeliane hanno rifiutato l’autorizzazione ad attraversare il valico di Erez, che collega la Striscia con Israele, mentre quelle egiziane le hanno impedito di passare attraverso Rafah.Ieri, Tony Blair era in Israele dove avrebbe dovuto incontrare il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, come inviato internazionale per la pace in Medio Oriente.

 

 

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