La ‘crisi delle sigarette’ tra Hamas e il FPLP

Gaza – Infopal. L'Agenzia Quds Press riferisce che l'inasprimento delle tasse sulle sigarette da parte del governo di Gaza ha provocato una crisi tra Hamas e il FPLP.

Il governo, imponendo tasse più elevate sul tabacco, ha fatto salire del 60% il prezzo delle sigarette. Così è successo anche per altre tasse, che sono andate a colpire soprattutto i più abbienti.

Una fonte ben informata ha riferito: “Quando il governo di Gaza ha chiesto di far pagare le tasse tutti, abbienti e non, il FPLP non si è mobilitato, ma quando ha imposto le tasse sulle sigarette allora s'è mosso, perché la maggior parte dei suoi leader sono fumatori”.

“Il silenzio del Fronte davanti alle altre tasse e la sua mobilitazione di fronte alle tasse sul fumo ha suscitato un certo risentimento da parte di Hamas, dopo che addirittura le erano state rivolte accuse di compiere estorsioni ai danni dei cittadini. Accuse, portate dal FPLP, confutate e considerate da Hamas come false e provocatorie al fine di provocare una crisi tra i due movimenti”.

“Uno dei capi del FPLP che si fuma cinque pacchetti di sigarette al giorno, per una spesa di circa 20 dollari, è quello che sta dietro la campagna contro Hamas, giungendo addirittura a minacciare manifestazioni in strada”.

Le fonti interpellate chiariscono che la questione s'è spostata sul piano personale per colpa di alcuni capi del FPLP che spendono discrete somme di denaro per l'acquisto di sigarette, pertanto non gli interessa affatto, per prima cosa, l'interesse del cittadino”.

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