La famiglia Shalit incontra il rabbino dello Shas

Betlemme – Ma'an. La famiglia del caporale israeliano sequestrato (dalla resistenza palestinese, ndr) Gilad Shalit ha incontrato lunedì il leader spirituale del partito israeliano “Shas” chiedendo il suo sostegno per la liberazione del figlio. Lo ha rivelato il quotidiano israeliano “Maariv”.

L'incontro si è svolto nella residenza del rabbino Ovadia Yosef dove la famiglia Shalit avrebbe chiesto al leader religioso di esercitare la propria influenza per fare pressioni sul primo ministro israeliano Netanyahu, affinché conduca uno scambio di prigionieri.

“Yosef ha dato istruzioni al capo di Shas, Eli Yishai (ministro dell'Interno israeliano, ndr) per iniziare a fare i primi tentativi per il rilascio di Shalit”, prosegue Maariv.

L'integralista religioso Ovadia Yosef è uno dei rabbini israeliani più influenti. In passato è stato criticato per aver fatto commenti offensivi nei confronti di non-ebrei e di palestinesi.

Shalit fu catturato da Hamas e da altre fazioni palestinesi il 25 giugno 2006 durante un raid dei combattenti palestinesi aldilà della frontiera, vicino a Kerem Shalom, valico ad est di Rafah (Gaza sud).

Recentemente Israele ha deciso di inasprire le condizioni dei prigionieri per i detenuti palestinesi nel tentativo di esercitare pressioni su Hamas, ovvero per essere in grado di fare concessioni sulle loro condizioni in uno scambio di prigionieri.

La Croce Rossa (Icrc) aveva criticato il rifiuto di Hamas di permettere a Shalit le visite e altri diritti  riconosciuti ai prigionieri di guerra.

Da parte propria, Hamas sostiene che “acconsentire a queste richieste, comprometterebbe le informazioni sul luogo in cui è tenuto il caporale”.

Traduzione per InfoPal a cura di Federica Rosato

(Foto: Ma'an News Agency).

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