La grande sensibilità di Israele.

Pubblichiamo questo post dal blog di Claudio Pagliara, dipendente Rai, stipendiato anche con le nostre tasse, e corrispondente da Gerusalemme.

Una cosa vorremmo chiedere al solerte collega: come giudichi la grande sensibilità israeliana verso i bambini palestinesi carbonizzati dalle bombe al fosforo?

E' vero che l'obiettività giornalistica non esiste e non può esistere, e neanche noi millantiamo di averla raggiunta o di inseguirla, tuttavia, lo sforzo di essere quanto più prossimi alla “verità”, questa sì, è una regola preziosa.

http://medioriente.blog.rai.it/2009/04/08/ichpati-coinvolto/

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Ichpati (partecipe)

By Claudio Pagliara | April 8, 2009

Il telefonino suona con insistenza… “Suzane, Agenzia viaggi”, mi informa la scritta sullo schermo. Suzane e’  l’angelo senza volto che da qualche  mese cerca di coniugare le ferree leggi di Alitalia e El Al con la mia anarchica vita. In altre parole, e’ la persona che  raccoglie i miei sos, dettati da “esigenze di servizio” e cambia i miei biglietti aerei cercando di evitarmi le forche caudine di tariffe sempre più vertiginose. Ma oggi perchè  chiama? Non ho nessuna prenotazione ”pendente”… Alla terza chiamata,  metto giù il telefono fisso e rispondo. Suzane vuole  accertarsi che i miei cari, in Italia, stanno bene. Ha visto alla televisione le immagini del terremoto. Sa che di regola volo su Roma.  E  Roma non e’ lontana dall’epicentro. “Our families are always scattered”, “Le nostre famiglie sono sempre sparpagliate”, precisa con accento newyorchese che ne tradisce le origini. La rassicuro, no, nessuno dei miei era nella zona del terremoto; e la ringrazio per l’interessamento. 

Riattacco. Sono sorpreso. Suzane non e’ una cara amica. Ci conosciamo solo telefonicamente.  Eppure si e’ presa la briga di chiamarmi.  Come lei, molti altri hanno fatto lo stesso. Non solo amici, anche semplici conoscenti, in alcuni casi persone che non sentivo da anni. E’ cosi Israele. Quando succede una qualunque disgrazia, tutti telefonano a tutti. Il Paese e’ piccolo, le famiglie estese, una connessione con le vittime rientra nell’ordine delle cose  possibili.

C’e’ un termine ebraico per definire questo tratto distintivo dell’israeliano medio: “ichpati”, interessato, partecipe alle altrui sofferenze.  Il  terremoto dell’Aquila ha avuto una grande eco in Israele. Ha cacciato  dalle prime pagine Hamas e Iran. “Ichpati”, ma non solo.  l’Italia e’ sempre più visitata, sempre più  amata:  scherzando, ma non troppo, mi vien da dire, a volte, che sta diventando la seconda Terra Promessa.

 

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