La guerra in Libano ha assestato un duro colpo all’intelligentia israeliana.

Di Nasir Al-Lahham

Sembra che la guerra in Libano abbia sconfitto l’intelligentia israeliana prima che i suoi politici e militari, che è il tipo di sconfitta più pericoloso per una società. Così è stato per l’intelligentia araba dopo il 1967.

Scrittori, giornalisti, poeti, caricaturisti e analisti politici hanno descritto la sconfitta come l’aveva sperimentata loro. Alcuni hanno rimproverato il mondo, altri la leadership palestinese e una terza parte i palestinesi per aver fatto perdere "buona salute" all’esercito israeliano. In ogni caso, ciascuno di loro ha negato il fatto che una sconfitta è una sconfitta il cui sapore nessuno cioccolato può cambiare. 

(…) I residenti di Kiryat Shmona hanno ammesso in tv che hanno passato la notte nei rifugi perché non si fidavano del loro esercito per il cessate il fuoco. Hanno anche aggiunto che che potevano sentirsi rilassati solo se la resistenza libanese avesse detto di andare a casa.

Akiva Eldar, il direttore politico di Haaretz, ha commentato le dichiarazioni del presidente Usa secondo cui Hezbollah aveva perso: "Il presidente Bush aveva anche affermato che gli Usa avevano vinto la guerra in Iraq. Dobbiamo credergli?”

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