La lettera: ‘La pace è possibile solo con Hamas a bordo’. D’Alema e Ben-Ami tra i firmatari

Gerusalemme – Ma’an. Venerdì, un gruppo di ex uomini di stato e diplomatici ha reso pubblica una lettera, in cui afferma che una pace duratura tra Israele e i palestinesi sarà possibile solo con il coinvolgimento di Hamas.

Nella lettera, indirizzata al segretario di stato degli Stati Uniti, Hillary Clinton, e all’Alto rappresentante per gli affari esteri UE, Catherine Ashton, 24 figure internazionali hanno posto in evidenza i pericoli di un eventuale rifiuto di un patto di unità palestinese, volto a porre fine ad anni di cattivo sangue tra la secolare fazione di Fatah e i governanti di Gaza, Hamas.

Israele ha definito il patto come “una grande vittoria per il terrorismo”, in una mossa che ha avuto eco a Washington, dove il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, lo ha descritto come “un enorme ostacolo per la pace”.

Tuttavia, la lettera argomenta che una pace duratura sarà possibile solamente con una leadership palestinese unificata, che faccia della riconciliazione “un prerequisito” per la fine del conflitto.

“La riconciliazione è… un prerequisito per raggiungere la soluzione dei due stati. Non rappresenta un ostacolo per essa”, afferma, reagendo così ai commenti del premier Benjamin Netanyahu, che ha esortato il leader di Fatah, Mahmoud Abbas, a scegliere tra la pace con Hamas o la pace con Israele.

“Chiedere a Fatah di scegliere tra la pace con Hamas o la pace con Israele è una falsa scelta: una pace duratura con Israele è possibile solo con il coinvolgimento di Hamas”, aggiunge.

“In qualità di ex-leader internazionali e negoziatori di pace, abbiamo imparato direttamente che raggiungere una pace duratura richiede un approccio inclusivo”.

Secondo il trattato firmato a maggio, le due fazioni lavoreranno insieme per formare un governo responsabile, formato da figure politicamente indipendenti, che governeranno fino a che le elezioni non condurranno a un risultato, prima di maggio 2012.

E’ “imperativo” per Washington e Bruxelles dialogare costruttivamente con il governo di transizione, così come con la leadership palestinese che ha vinto le elezioni lo scorso anno”, scrivono, avvertendo che il fallimento di tale operazione potrebbe avere conseguenze considerevoli.

Ha inoltre esortato a non ripetere gli errori commessi in passato, ricordando la decisione di Washington e Bruxelles di boicottare Hamas politicamente e finanziariamente, dopo la sorprendente vittoria alle elezioni del 2006.

“Con il senno di poi, tali politiche hanno costituito una battuta d’arresto per il processo di pace.

“Se viene messa a repentaglio la riconciliazione palestinese, ciò porterà il conflitto israelo-palestinese a un impasse ancora più profonda, con conseguenze drammatiche per tutte le parti coinvolte e per la comunità internazionale”.

Invece di rappresentare una minaccia per Israele, il patto di unità potrebbe migliorarne la sicurezza, aiutando a “consolidare un cessate il fuoco” lungo il confine con Gaza. Potrebbe inoltre contribuire alla liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit, catturato dai militanti di Gaza nel 2006 e tuttora trattenuto.

Tra i firmatari si annoverano quattro ex primi ministri europei, tra cui l’italiano Massimo D'Alema e il danese Paul Nyrup Rasmussen, e 11 ex ministri degli esteri, tra cui il francese Hubert Vedrine e l’australiano Gareth Evans.

Hanno  firmato la lettera anche l'ex ministro degli esteri israeliano Shlomo Ben-Ami e l'ex dirigente palestinese Hanan Ashrawi.

 

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