La Pax di Netanyahu: sì dialogo con i palestinesi, ma pieni diritti ai coloni e Gerusalemme solo ebraica.


Tel Aviv. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato ieri che Israele è pronta a riavviare il processo di pace e ad avanzare nuove proposte, ma mai ad accordare “concessioni gratuite”.
Ha quindi precisato che il proprio governo terrà, sì, nuovi incontri con i palestinesi, ma vuole anche assicurarsi che i coloni vivano una vita normale.

Israele, ha aggiunto, non abbandonerà la richiesta di essere riconosciuta come la patria del popolo ebraico, e dunque come stato ebraico.

Rivolgendosi ieri ai leader e ai funzionari del Likud [il partito di Netanyahu, ndR], il premier ha dichiarato che “Israele ha dimostrato di essere disponibile a compromessi, ma non a semplici regali.
Ha poi specificato che il suo governo punta a rafforzare la sicurezza d’Israele e a far crescere l’economia, ed è disposto a portare avanti il processo di pace “a patto di non mettere in pericolo gli interessi del paese”.

A questo proposito, Netanyahu ha rivelato di aver incontrato in precedenza alcuni ministri del suo partito, nel tentativo di convincerli a sostenere la sua decisione di congelare temporaneamente l’espansione degli insediamenti. Ciononostante, ha definito i coloni “buoni e leali cittadini d’Israele”, chiarendo che meritano anch’essi una vita di pace e stabilità.
Per quanto riguarda Gerusalemme, Netanyahu ha ribadito la vecchia retorica israeliana che la considera la capitale indivisibile del popolo ebraico, “così ora come nell’eternità”.

Ha quindi concluso ricordando che i cittadini israeliani vogliono sì che si raggiunga la pace, ma non rinunceranno mai ad esigere un chiaro riconoscimento “del diritto degli ebrei allo stato d’Israele”.

Le dichiarazioni di Netanyahu sono state riportate dal giornale israeliano Haaretz.

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