La Pax israeliana. Barak: ‘Chiunque senta la mancanza delle operazioni militari a Gaza non deve preoccuparsi: arriveranno’.

Gerusalemme – Infopal. "I palestinesi devono aspettarsi una vasta operazione militare nella Striscia di Gaza in risposta al deterioramento della situazione della sicurezza nell’area". E’ la promessa-avvertimento lanciata dal ministro della guerra (Difesa) israeliano, Ehud Barak, ieri sera, che ha aggiunto: "L’attacco militare israeliano è molto vicino e tutti, senza distinzione, devono rendersi conto di ciò".

Ora che da un mese e mezzo i razzi delle fazioni della resistenza tacciono – senza che Israele abbia mantenuto fede all’impegno di sollevare l’assedio -, è giunto provvidenzialmente un altro casus belli – il conflitto inter-palestinese nuovamente riacceso nella già devastata Striscia. Così, l’Esercito israeliano in riposo nell’area si sta preparando a nuovi attacchi.

La radio dell’esercito ha riportato le affermazioni di Barak, pronunciate ieri a Gerusalemme, durante una riunione del Partito Laburista israeliano. Il ministro ha anche precisato: "Non dobbiamo pentirci delle operazioni che non abbiamo compiuto, perché partiamo da un punto di forza e fiducia interna", assicurando che "chiunque senta la mancanza delle operazioni militari israeliane a Gaza non deve preoccuparsi: arriveranno".

Guerra preventiva israeliana contro la Striscia: le nuove ‘scuse’.

Il quotidiano israeliano “Haaretz”, nell’edizione di domenica 3 agosto, riportava le dichiarazioni di fonti militari israeliane, secondo cui la tregua tra Israele, Hamas e le fazioni palestinesi, siglata con il patrocinio egiziano, "non è altro che una lieve calma, attraverso cui Hamas è riuscita a raccogliere le forze per una prossima guerra con lo stato ebraico".

La stessa fonte ha spiegato che in contemporanea con il conto alla rovescia della fine del mandato di Olmert e la propensione degli israeliani verso una nuova dirigenza che invaderà la Striscia di Gaza, si parla già quotidianamente di ‘guerra da dopo settembre’. Il capo dell’esercito nella zona sud, durante le riunioni delle tre forze di sicurezza a Tel Aviv – Mossad, Aman e Shabak – ripete che "sta puntando gli occhi sulle lancette dell’orologio e sul calendario, in preparazione dell’invasione e della guerra contro la Striscia di Gaza".

Per quanto riguarda il tipo dei missili contrabbandati dall’Egitto, nel rapporto pubblicato da “Haaretz”, la fonte ha confermato che la Striscia è diventata "un deposito non solo dei normali razzi di fabbricazione locale, a cui Sderot e le altre città del sud si sono abituate, ma anche di nuovi, a lunga gittata, tipo Grad e Katyusha modificati, che prima della tregua Hamas possedeva in numero limitato, ma che ora ha a migliaia".

Il rapporto suppone che Hamas "tenterà di colpire le zone abitate vicine al muro con armi pesanti per impaurire gli abitanti e costringerli a scappare. La maggior parte delle postazioni per il lancio dei missili si trovano in zone aperte e agli ingressi delle città, dei quartieri e dei campi profughi, e non all’interno, perché è difficile installare e indirizzare i missili in mezzo ai palazzi o sui tetti. Infatti, chi li lancia prevede che l’esercito israeliano si muoverà dal cielo, dal mare e da terra per fermare i bombardamenti".

Per ciò che concerne, invece, la posizione egiziana nei confronti di questa imminente nuova guerra, il report aggiunge che "la mediazione avrà termine nel momento in cui verrà annunciato il fallimento. Le forze d’intelligence israeliane rifiuteranno la liberazione dei detenuti palestinesi, ritenendola un nuovo fronte contro Israele che comprenderà nuovi attacchi. Nel conflitto verrà anche chiuso il caso Shalit".

La Pax israeliana.

Ancora una volta, la macchina bellica israeliana ha trovato buon gioco nella divisione e nella conflittualità delle fazioni palestinesi. Nella Striscia di Gaza come in Cisgiordania. Notizia correlata: 29-07-2008 Sit-in della sinistra palestinese contro violenze a Gaza e Cisgiordania. La popolazione si unisce alla protesta.

 Se i motivi per una nuova, devastante guerra, non ci sono, semplicemente, si inventano

E’ la ormai nota Pax israeliana: guerra preventiva, guerra "difensiva", guerra "contro il terrorismo". Non importa se non ci sono più i razzi Qassam, Quds, Aqsa ad alimentarla, e a offrire il "caso", la giustificazione a Israele. I pretesti, per chi ama i conflitti  sono sempre a portata di mano.

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