La propaganda e le minacce d’Israele contro la Freedom Flotilla 2: offensiva diplomatica

Haaretz. Oggi Israele lancerà una campagna pubblica contro il progetto dell'organizzazione turca IHH e di diversi gruppi europei di sinistra volto a inviare, a maggio, una flotilla nella Striscia di Gaza, un anno dopo che l'altra, della IHH, è finita in un bagno di sangue che ha portato a una vasta condanna internazionale di Israele. 

Gli attivisti della IHH a bordo della flotilla attaccarono con asce, coltelli e barre di ferro i soldati israeliani che avevano cercato di intercettarla. Nove turchi furono uccisi. 

Oggi, il vice-ministro degli Esteri, Danny Ayalon, ha convocato gli ambasciatori per chiedere il loro aiuto nel fermare la flotilla di quest'anno, che si prevede conterrà almeno 15 navi.

La data di partenza non è ancora stata fissata, ma il ministro si aspetta che sia intorno al 15 maggio, quando i palestinesi commemorano la “Nakba” (“catastrofe” ) della creazione di Israele, e il 31 maggio, l'anniversario dell'intercettazione mortale dell'anno scorso.

Trenta organizzazioni di 15 Paesi si sono incontrate a Madrid circa sei settimane fa, per discutere dei loro piani, che sono tenuti segreti per “ragioni di sicurezza”. Essi hanno anche chiesto ai governi di alcuni dei Paesi, i cui cittadini progettano di salire a bordo della flotilla, di garantire la loro sicurezza, nel caso in cui Israele tentasse di fermare le navi.

Negli ultimi due mesi, il ministero degli Esteri ha chiesto a diversi governi, compresi quelli della Spagna, Gran Bretagna, Irlanda e Svezia di dissuadere pubblicamente i propri cittadini dal far rotta verso Gaza. La Gran Bretagna e l'Irlanda lo hanno fatto.

Quando il presidente di Cipro, Demetris Christofias, ha visitato Israele, circa 10 giorni fa, la flotilla è stata un argomento-chiave della discussione. Christofias ha sottolineato che l'ordine che emise un anno fa, vietando alle nave di partire verso Gaza dai porti ciprioti, rimane valido.

Il ministro è lontano dall'essere certo che la flotilla può essere fermata per vie diplomatiche, ma è determinato a tentare. 

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