La resistenza palestinese: "Il nemico israeliano ha commesso un grave errore e se ne pentirà".

 Dal nostro corrispondente.

A seguito dell’assassinio di Jamal Abu Samhadanah, “Abu Al-Ataia”, segretario generale dei Comitati di Resistenza Popolare e ufficiale generale del ministero degli Interni palestinese, avvenuta giovedì sera a causa del bombardamento israeliano della postazione dei comitati, a Rafah, le fazioni della resistenza palestinese hanno dichiarato che "l’occupante israeliano ha commesso un’enorme stupidità prendendo di mira Abu Al-Ataia".

 

Brigate Al-Qassam

Le Brigate Izzeddin Al-Qassam, l’ala militare del movimento Hamas, in un comunicato in cui annunciavano l’assassinio del dirigente Abu Samhadanah, hanno dichiarato che "il suo sangue rimarrà la luce che illumina la strada dei resistenti verso la vittoria e la liberazione".  Nel comunicato si legge: “Noi festeggiamo questo grande leader e diciamo al nemico criminale: ‘Hai commesso una stupidità che le Brigate della resistenza non ti perdoneranno mai’. E’ nostro diritto colpire in ogni luogo della nostra terra occupata. Noi affermiamo che, con il volere di Dio, la stregoneria si rovescerà sullo stregone. Quando, troppo tardi, i leader del nemico si accorgeranno che hanno portato morte e distruzione al loro popolo, si morderanno le mani".

Le porte dell’inferno

Anche le Brigate Al-Quds, l’ala militare del Jihad Islamico, in un comunicato hanno annunciato a "tutto il nostro popolo che resiste e che si sforza, e a tutte le nazioni arabe e musulmane, l’assassinio del grande leader Jamal Abu Samhadanah, uno dei simboli della resistenza palestinese". E hanno sottolineato che “Il nemico sionista, con questa eliminazione, apre davanti a sé la porta dell’inferno. Noi delle Brigate Al-Quds non staremo con le mani legate: il nemico riceverà da noi solo sangue e fuoco.

I martiri arriveranno da ogni luogo per trasformare il giorno del nemico in notte. Esso si pentirà di aver commesso questo crimine, ma non servirà a nulla. Noi dormiremo solo dopo che è stato versato (il prezzo del) sangue per i nostri eroi". 

Le Brigate hanno confermato "la scelta del combattimento e del martirio, come unica via per affrontare le continue aggressioni sioniste contro le nostre famiglie nelle città e nei villaggi e nei campi profughi della patria occupata. Faremo del sangue ‘dei leader martiri’ versato una fiaccola che brucia le forze del male e dell’aggressione”.

 

Le Brigate dei martiri di Al-Aqsa

Da parte loro, le Brigate dei martiri Al-Aqsa, hanno dichiarato che “attraverso le sue ultime operazioni criminali, il nemico occupante ha aperto la porta della guerra: esso verrà colpito in ogni luogo e in ogni tempo, e non godrà della tranquillità, lui che ruba la sicurezza e la serenità al nostro popolo palestinese”.

 

In un comunicato, le Brigate hanno affermato “di continuare la resistenza finché sulla nostra terra ci sarà un solo occupante. Risponderemo al bombardamento con il bombardamento, alla paura con la paura, e all’uccisione di civili prendendo di mira altri civili. E l’assassinio dei nostri leader non rimarrà impunito”.

 

A queste dichiarazioni hanno fatto seguito numerosi lanci di missili artigianali contro obiettivi israeliani.

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