La Rice ha incontrato Abbas. Il presidente dell’Anp: ‘Vogliamo realizzare la visione di Bush’.

La Segretaria di Stato Usa, Condoleezza Rice, ha incontrato il presidente Mahmoud Abbas.
Rice ha affermato di essere giunta in Medio Oriente solo per "spingere in avanti gli sforzi e discutere dei risultati del recente incontro tra Abbas e il premier israeliano Ehud Olmert", per incontrare tutte le parti in gioco e per trovare una soluzione al conflitto. Nel suo viaggio, incontrerà anche il vice-premier israeliano Avigdor Liebermann, uomo dell’estrema destra razzista.

La Segretario di Stato ha dichiarato: "Farò del mio meglio per aiutare entrambe le parti a raggiungere gli obiettivi. Il nostro scopo principale è di creare uno Stato per il popolo palestinese, che ha sofferto e aspettato a lungo".

Durante la conferenza stampa congiunta organizzata nella sede della Presidenza, Abbas ha rinnovato alla Rice il "rifiuto per qualsiasi soluzione transitoria, compreso uno stato con
frontiere temporanee. Noi non vediamo in ciò una scelta reale accettabile
su cui poter costruire qualcosa". 
E ha aggiunto: "Abbiamo discusso con la dottoressa Rice diverse
questioni, soprattutto la pace e la
necessità di trovare le condizioni e il clima adatti per renderla possibile e porre fine all’occupazione
israeliana iniziata nel 1967".

Inoltre: "Ciò a cui noi puntiamo è la fine dell’occupazione in accordo con il piano di pace previsto dalla ‘Road Map’ e portare a compimento la visione di Bush volta a creare uno Stato con Gerusalemme capitale e in cui i palestinesi possano vivere fianco a fianco in pace e sicurezza con lo Stato israeliano. Dobbiamo lavorare insieme per il cessate il fuoco e per una stabilità sostenibile sia nella Striscia di Gaza sia nella West Bank.
Perché questa pace ottenga la fiducia della popolazione palestinese, Israele, da parte sua, deve porre termine al blocco economico, alla costruzione del Muro, alle punizioni collettive e alla distruzione delle proprietà palestinesi, a tutte le attività coloniali nell’area e deve liberare i prigionieri".

Il presidente Abbas ha confermato la necessità di mantenere
la calma nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. E ha proseguito: "Apprezzo il grande sforzo
che sta portando avanti l’Egitto per garantire la liberazione dei
detenuti palestinesi e il soldato israeliano Gilad Shalit.

E ha aggiunto: "Abbiamo spiegato alla signora ministro i
nostri tentativi di formare un governo di unità nazionale con un programma che
possa far finire l’assedio e lanciare le operazioni di pace, grazie alle quali potremo
riprendere la nostra terra occupata, costruire uno stato indipendente, riacquistare i nostri diritti riconosciuti da tutto il
mondo. Speriamo di realizzare questo il prima possibile, e che si possa formare un nuovo governo, altrimenti andremo ad elezioni legislative e presidenziali
anticipate".

Abbas ha ricordato: "Abbiamo parlato anche dell’ultimo positivo incontro
con il primo ministro israeliano Ehud Olmert, durante il
quale abbiamo affrontato diverse questioni che riguardano il futuro della pace
del nostro popolo.

Abbiamo poi confermato l’importanza dell’unità
nazionale e il rifiuto di scivolare nella rovinosa lotta interna. Faremo perciò il possibile per
applicare la legge e limitare l’uso delle armi ai soli organi di
sicurezza ufficiali".


Da parte sua, il governo palestinese ha sottolineato che la visita della Rice in Medio Oriente ha l’obiettivo di ampliare le divisioni e le discordie nella regione.


G
hazi Hamad, il portavoce del governo, ha dichiarato che "la politica americana mira a indebolire il fronte interno e a imporre soluzioni che seguano la linea sionista".

"Gli americani hanno sempre appoggiato il progetto sionista a spese dei diritti palestinesi", ha aggiunto Hamad.
E ha messo in guardia sul tentativo degli Usa e di altre parti di "trascinare i palestinesi in un lungo tunnel di compromessi politici illimitati che hanno come obiettivo quello di forzare i palestinesi a offrire concessioni sostanziali".

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