La risposta delle istituzioni all’appello per la protezione della FF2 Italia

Roma – Agenzie, InfoPal. Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha sempre sostenuto che “lasciar passare gli aiuti umanitari attraverso i valichi di frontiera esistenti, è l'unica soluzione per realizzare la solidarietà verso il popolo palestinese”.

Il resto quindi per Frattini, restano mere provocazioni, anche la Freedom Flottilla, missione internazionale composta da dieci imbarcazioni con a bordo centinaia di individui provenienti da tutto il mondo i quali tenteranno di giungere nella Striscia di Gaza assediata da Israele, e portare la propria testimonianza.

Ieri, il portavoce del ministero degli Esteri Maurizio Massari ha riferito la linea del ministero mettendo in chiaro che “il proprio ufficio è sempre stato attivo e pronto ad avvertire in tempi utili i promotori di iniziative della portata della Freedom Flotilla”.

Questa è stata la risposta che Massari ha rivolto agli organizzatori italiani di Freedom Flotilla, dal cui sito avevano lanciato un appello per la protezione della Flotilla.

Massari ha anche puntualizzato di aver già ammonito i passeggeri della missione navale, “affinché si mostrino responsabili così come avviene negli altri Paesi d'Europa”, un ritorno delle cui forze nella gestione del valico di Rafah (Egitto-Gaza) resta sempre probabile e Massari ieri lo ha ribadito.

Allo stesso modo, il portavoce ha ricordato che, precisamente un mese fa, anche il Segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon aveva ritenuto necessario dover scrivere ai governi del mondo perché scoraggiassero i propri concittadini dal prendere parte a missioni di questa natura.

Poi Massari ha ribadito il messaggio del premier Silvio Berlusconi quando, ad aprile scorso, aveva definito “lesive” iniziative come quella di un anno fa, quando i passeggeri internazionali di Freedom Flotilla 1 incontrarono la brutalità dei commando israeliani. Nove turchi persero la vita.

A dirla tutta, in quell'iniziativa, Berlusconi aveva accordato a Israele la propria cooperazione dell'ostacolare la partenza della Flotilla.

Similmente a quanto aveva sostenuto il segretario di Stato Usa Clinton, anche per Frattini “il gesto israeliano di aprire il valico di Gaza a materiale da costruzione, va accolto per le conseguenze che ne deriveranno”, lasciando ad intendere con questo un allentamento dell'illegale assedio che stringe Gaza da cinque anni ormai.

Così ha detto pure il portavoce del ministero degli Esteri, invitando i promotori italiani della Flotilla ad astenersi dal partecipare al viaggio verso Gaza, definita “una provocazione rispetto all'opzione dei negoziati per la pace tra israeliani e palestinesi”.

Come aveva fatto in più occasioni il ministro Frattini in persona, anche Massari ieri, ha proposto di far passare gli aiuti umanitari via terra, attraverso i valichi di frontiera esistenti “il modo migliore per aiutare il popolo palestinese di Gaza”.

Per Frattini, lo sviluppo economico e sociale di un territorio messo in ginocchio ai livelli della Striscia di Gaza, quotidianamente svegliata dall'Aviazione israeliana, è investire nel settore privato, con ciò forse tentando di eludere la possibilità di produrre relazioni con il governo di Hamas, attualmente in carica a Gaza.

http://www.vita.it/news/view/112389

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/06/24/AOm9x7e-ripartire_bloccarla_flottiglia.shtml

 

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