La Striscia di Gaza ridotta a campo di concentramento per 1,5 milioni di persone.


Gaza – Infopal. Il sottosegretario al ministero dell’Economia palestinese, Naser as-Saraj, ha reso noto che Israele li ha informati della decisione di non riaprire i valichi di Karm Abu Salem e al-Mintar, per far entrare i prodotti alimentari alla Striscia di Gaza, come aveva invece promesso.

Fonti israeliane, ieri, avevano annunciato l’apertura dei passaggi di Karm Abu Salem – che avrebbe permesso l’ingresso di 45 camion – e al-Mintar – per altri 39.

La radio israeliana ha fatto sapere che Ehud Barak, ministro della Difesa israeliano, in tarda notte, ha deciso di cancellare la predecente decisione e di mantenere sigillati i valichi, adducendo come giustificazione “il lancio di missili palestinesi”.

As-Serraj ha aggiunto che nessuna informazione è stata fornita sull’apertura del passaggio di Nahal ‘Oz, per la fornitura di carburanti.

La popolazione della Striscia, ormai alla fame, era in attesa dell’arrivo di camion con farina, riso, zucchero e olio da cucina e degli aiuti umanitari dell’UNRWA.

Ieri, Abdul Nasser Al-Ajrami, responsabile dell’Associazione dei panettieri di Gaza, ha informato che nei magazzini sono rimasti pochi quantitativi di farina e grano, che termineranno entro la fine di questa settimana.

E ha aggiunto che nella Striscia non sono più entrati rifornimenti di farina da oltre una settimana e che al momento sono aperte solo 20 panetterie, le altre hanno dovuto chiudere per mancanza di scorte, di elettricità e gas.

Ajrami ha lanciato l’allarme “disastro alimentare”.

La comunità internazionale, le Nazioni Unite, l’Unione Europea sono in attesa che un milione e mezzo di gazesi muoiano nel più grande campo di concentramento contemporaneo prima di muoversi contro Israele ed Egitto?

(La vignetta è di Enzo Apicella, vignettista di Liberazione. Per leggere la storia: http://www.forumpalestina.org/news/2008/Dicembre08/23-12-08VignettaApicella.htm)

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