La televisione israeliana: 'Shalit è tenuto prigionieri a sud della Striscia di Gaza, sotto terra, dentro una struttura minata'. Registrazione audio con messaggio di Shalit trasmesso dalle Brigate Al-Qassam.

La televisione israeliana, ieri sera, ha trasmesso un rapporto sul soldato israeliano Jilad Shalit, sequestrato un anno fa dalla resistenza palestinese.

La tv ha riferito che il soldato si trova a sud della Striscia di Gaza in una stanza sotto terra, in una struttura minata.

Il rapporto, trasmesso dal secondo canale israeliano, suppone che il soldato Shalit si trovi nei pressi del campo profughi ash-Shaburah, vicino alla cittadina di Rafah, nella parte sud della Striscia di Gaza. Il corrispondente della televisione ha detto che le informazioni in suo possesso sono giunte da fonti del movimento di Hamas.

I responsabili israeliani non hanno voluto fare commenti. Fonti che rappresentano i tre gruppi che tengono sequestrato Shalit hanno risposto che il rapporto è “frutto dell’immaginazione”.

Il servizio televisivo ha riferito che ci sono solo due carcerieri che seguono Shalit, che hanno costruito con lui un rapporto “amichevole” e che lo trattano bene.

Il servizio ha parlato del luogo nel quale vive il soldato come un "deposito sotto terra, composto da due stanze, con generi alimentari per due settimane, accessibile solo da una scala attraverso un’apertura profonda 15 metri". E ha aggiunto che l’ingresso è circondato da esplosivo, e che i due carcerieri ricevono alimenti e giornali ogni due settimane e che hanno ordini di trattare bene il loro detenuto.

La registrazione audio

Da parte loro, le Brigate Al-Qassam, ala militare di Hamas, oggi hanno fornito la prova del fatto che Jilad Shalit è ancora in vita.

Le Brigate hanno distribuito un messaggio audio in cui Shalit domanda al governo israeliano di esaudire le richieste dei suoi carcerieri.

"Sono malato"

La registrazione, che è stata messa online dal sito internet delle Brigate Qassam, si apriva con queste frasi: "Sono malato, mi mancano la mia famiglia e i miei amici. Rispondete alle richieste dei mujahidin. Non lasciatemi in prigionia!".

Shalit ha aggiunto: "Ero in missione militare, non ero un trafficante di droga. La mia grande speranza è che il governo si prenda cura di me e risponda alle richieste dei combattenti. Ho bisogno continuativo di medicine e di cure ospedaliere. La mia salute sta peggiorando".

E ha concluso: "Mi dispiace che il governo non si prenda cura di me".

Il caporal Shalit venne catturato dai Comitati di Resistenza popolare, dalle Brigate Al-Qassam e dall’Esercito dell’Islam il 25 giugno del 2006.

B’Tselem, organizzazione israeliana che si occupa di diritti umani, ha diramato un comunicato stampa in cui chiede l’immediato rilascio del soldato: "Le circostanze della sua cattura e il comportamento dei suoi rapitori indicano chiaramente che è un ostaggio". "Prendere ostaggi – ha aggiunto l’organizzazione – è un crimine di guerra".

B’Tselem ha sottolineato che ora è Hamas ad avere la responsabilità della prigionia di Shalit, poiché ha il controllo totale della sicurezza nella Striscia.

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