La testimonianza dal work camp Zaatar di Nahr al Bared.

La testimonianza di Davide dal work camp Zaatar di Nahr al Bared.

Nahr el Bared, Agosto 2010:
racconto di un breve esperimento di felicità

Dentro uno spazio, fuori dal tempo…
Nahr el Bared è un limbo.
 
E’ un limbo perché è un luogo e un non-luogo al tempo stesso. Luogo fisico e geografico, luogo di tentativi di vita, luogo di prove di rinascita. Ma è anche – o soprattutto – un non-luogo: lontano geograficamente dalla città, lontanissimo simbolicamente e materialmente da tutto il resto del Libano grazie alla minuziosa opera di distruzione operata dall’esercito libanese nel 2007; lontano dalla normalità grazie alle schiere di soldati che ogni giorno, con la loro sola presenza, rinferiscono continue ferite alla dignità dei palestinesi del campo. E infinitamente lontano dalla Palestina,
molto più di quei 200 km che lo separano dal confine geografico con la loro terra. Probabilmente resterà un non-luogo perché probabilmente era proprio questa la ragione che scatenò la guerra nel 2007.

Leggi tutto: http://www.associazionezaatar.org/index.php

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