La Turchia chiede alla Flotilla di ‘ripensare’ il viaggio: evitare nuove tensioni

Ankara – Ma'an AFP.  Il ministro degli Esteri turco ha chiesto agli attivisti di ripensare al piano della Flotilla diretta verso la Striscia di Gaza sotto assedio e ha suggerito come evitare nuove tensioni dopo lo spargimento di sangue dello scorso anno.

“I gruppi civili devono tenere conto del fatto che il valico di Rafah [tra Gaza e l’Egitto] è aperto e… agire nel modo più prudente”, ha dichiarato Ahmet Davutoglu, in dichiarazioni riportate martedì dall’agenzia stampa  Anatolia news.

Tuttavia, ha insistito il ministro, sarà “inaccettabile” per il governo turco chiedere ai gruppi civili di abbandonare la missione, pianificata per la fine del mese, con 15 navi da diversi paesi.

Comunque, in una dichiarazione rilasciata il 10 maggio, quando si seppe che presto il valico di Rafah sarebbe stato aperto, gli organizzatori hanno annunciato che nonostante i segni positivi riguardo una fine dell’assedio ormai prossima e nella prospettiva dell’apertura di un attraversamento del confine tra l’Egitto e Gaza, essi non si fermeranno finché l’assedio non finirà.

Dato che gli egiziani non hanno accettato niente di meno che la fine del regime, “così anche noi non possiamo accettare niente di meno che la fine del blocco di Gaza e di tutte le forme di occupazione israeliana sulla Palestina”, ha riportato un comunicato.

Il valico, rimasto aperto per molti giorni dal 28 maggio, è stato chiuso per una contraddizione nel regolamento sugli attraversamenti.

Nel maggio dello scorso anno, le forze israeliane hanno intercettato una nave turca, uccidendo otto attivisti turchi e un attivista con doppia cittadinanza turca e statunitense, causando una profonda crisi nei rapporti con Ankara.

In circostanze separate, Davutoglu ha dichiarato che l’attesa formazione di un governo di transizione palestinese tramite un patto di unità tra il gruppo radicale Hamas, che controlla Gaza, e la fazione secolare di Fatah, del leader palestinese Mahmud Abbas, può favorire l’attenuarsi delle tensioni nella regione.

Il sito web del giornale Hurriyet  ha riportato martedì le sue parole: “Israele dovrebbe aspettare la formazione  di un governo palestinese e sollevare Gaza dall’assedio.”

“La Flotilla dovrebbe attendere i risvolti della riapertura del valico di Rafah e la reazione di Israele all’istituzione del nuovo governo palestinese”, ha aggiunto.

Il ministro ha argomentato che l’avvento di una nuova amministrazione palestinese significherebbe che Gaza non è più sotto il controllo di Hamas e ciò toglierebbe a Israele le basi per il blocco.

“Una crisi può essere risolta tramite determinate mosse da entrambe le parti… se parliamo di buonsenso, potete prendere le mie parole come una forma di buonsenso”, ha affermato.

Domenica, i funzionari palestinesi hanno sospeso le loro attività presso il valico di Rafah, a causa di discordie con l’Egitto sulla coordinazione.

Gli attivisti internazionali, che si sono riuniti a Istanbul il mese scorso, hanno insistito sul fatto che partiranno per Gaza, se il blocco israeliano non cesserà.

Essi hanno aggiunto che intorno al 20 giugno, 15 navi salperanno per Gaza da molti porti del Mediterraneo, con a bordo circa 1.500 attivisti da quasi 100 Paesi e centinaia di tonnellate di aiuti umanitari.

I rapporti tra la Turchia e Israele restano in crisi, dopo la strage dello scorso anno, con la richiesta da parte di Ankara di scuse e risarcimenti per le famiglie delle vittime.

 

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