La Turchia decide di inviare una squadra di tecnici a Gerusalemme.

La Turchia decide di inviare una squadra di tecnici a Gerusalemme
  .: Türkiyat / articoli  
di Zaman – 16/02/2007
venerdì, 16 febbraio 2007

La Turchia negli ultimi anni ha ha cercato di affermare il suo peso nel Medio Oriente per ristabilire il suo ruolo di leader, ma anche per tamponare le numerose crisi innescate dagli Stati Uniti e per favorire le proprie esportazioni nell’area. Se, da un lato, la visita di Olmert ad Ankara ha probabilmente mostrato che la Turchia manca ancora del peso politico sufficiente per poter mediare tra israeliani e palestinesi – peso che possiedono solo gli Stati Uniti – Erdogan, mandando una delegazione per verificare eventuali danni alla Moschea al-Aqsa, ha imposto il Paese come possibile nuovo mediatore.
Ad Ankara, Olmert non ha trovato nessun appoggio contro Tehran. La Turchia si è riavvicinata all’Iran grazie alle comuni paure sullo status dell’Iraq settentrionale e per la comune volontà di prevenire un ulteriore escalation militare. Se a livello politico la diffidenza domina tra i due governi, Israele rimane un buon cliente della Turchia. Tel Aviv ha importato, nel 2006, dalla Turchia beni per 1,2 milioni di dollari (di poco inferiore alle importazioni dalla Francia) e più di quattrocentomila turisti israeliani hanno visitato il Paese.

Gli scavi nel recinto della Moschea al-Aqsa hanno creato tensioni all’inizio della visita ad Ankara del Primo ministro israeliano Ehud Olmert, ma hanno poi aperto la via a positivi sviluppi. Si è deciso, infatti, che la Turchia invierà una squadra di tecnici nella zona per stabilire se i lavori a Gerusalemme danneggiano i luoghi sacri. A presiedere la squadra sarà l’ambasciatore a Tel Aviv, Namik Tan, che dovrà esaminare i lavori di scavo e preparare un rapporto. L’incontro tra il primo ministro Tayyip Erdogan e Olmert, che era arrivato la sera prima, sono stati dominati dai lavori di costruzioni di un percorso all’interno del recinto della Moschea al-Aqsa . I due leader ne hanno spiegato i dettagli nella conferenza stampa. Erdogan ha specificato che Olmert gli ha mostrato alcune fotografie ma ha precisato: “Sono stato nell’area una sola volta. Una sola volta non basta. Le fotografie non mi hanno permesso di comprendere chiaramente”. Erdogan ha poi chiesto ad Olmert: “Se mandassimo una squadra tecnica nella regione così che tutti si rendano conto che non si sta danneggiando la Moschea al-Aqsa?”, ed ha specificato che la sua proposta è stata accettata. Olmert ha poi detto che “i Media esagerano. Non c’è niente da nascondere”, ed ha poi sostenuto che non si vuole danneggiare nulla che sia sensibile per i musulmani.

Il primo ministro israeliano Ehud Olmert in visita ufficiale in Turchia è stato ricevuto secondo il protocollo da Erdogan. I due primi ministri, in un fuori programma, si sono incontrati due ore da soli. Secondo un diplomatico “si è trattato veramente un incontro privato. Non è rimasto tempo per l’incontro tra delegazioni”. Nell’incontro, oltre alla questione palestinese, si è discusso dell’acquisizione del nucleare da parte dell’Iran, degli sviluppi in Libano e Siria. Tayyip Erdogan ha anche manifestato al suo interlocutore le proprie preoccupazioni. Il Primo Ministro, prima della visita, martedì, parlando al gruppo parlamentare del suo partito, aveva avvertito: “Adesso che si è raggiunta un’intesa, non create tensioni. Ogni iniziativa a Gerusalemme deve avere il sostegno dei Musulmani”.

Ehud Olmert si è difeso sostenendo che gli scavi non danneggiano i luoghi sacri, e ha mostrato ad Erdogan fotografie dell’area interessata dai lavori. Olmert ha inoltre detto: “Non abbiamo nulla da nascondere. Questi lavori sono importanti per le centinaia di migliaia di visitatori. Non arrechiamo alcun danno alla moschea”. Il Primo Ministro Erdogan, invece, ha precisato: “Le fotografie non mi hanno permesso di comprendere chiaramente. Sono stato nell’area una sola volta, i luoghi non mi sono abbastanza familiari. Guardando le fotografie non posso dire nulla, non posso affermare che non viene fatto alcun danno ai luoghi sacri”. Per questo Erdogan ha chiesto di decidere per una delegazione di tecnici dalla Turchia. Olmert ha appoggiato la proposta. È stato deciso inoltre che a condurre la delegazione sarà l’ambasciatore turco a Tel Aviv, Namik Tan, e che nelle prossime settimane la delegazione si recherà a Gerusalemme per esaminare gli scavi.

Nell’incontro è stata anche esaminata la nuova situazione che si è venuta a creare negli ultimi giorni a Mecca, dove Fath e Hamas si sono accordati nel creare in Palestina un “governo di riappacificazione”. Erdogan ha affermato che bisogna ristabilire relazioni con il governo per assicurare la pace nell’area. Erdogan ha poi ricordato che dopo le elezioni è emersa una nuova entità e che non è possibile costruire relazioni con la Palestina discutendo solo con il Presidente Mahmud Abbas. Ehud Olmert, da parte sua, vuole che il nuovo governo, nel quale siederà anche Hamas, accetti la “Road map” e i principi stabiliti dal "quartetto" ONU, UE, USA e Russia. Olmert ha affermato: “Se Hamas riconoscerà Israele ci siederemo al tavolo”. Importati primi passi saranno il fermare le violenze, creare uno Stato palestinese indipendente e il riconoscimento tra le parti (Israele e Palestina). Il governo di Tel Aviv vuole che Hamas lo riconosca apertamente.

Il Primo Ministro Erdogan, infine, ha preannunciato che dopo la formazione del governo di riconciliazione inviterà in Turchia Mahmud Abbas e Ismail Haniye. Il Primo Ministro ha anche detto di “nutrire speranze” per la pace nell’area. Erdogan ha aggiunto: “Il governo di riconciliazione che si formerà è una speranza”. Il Primo Ministro israeliano, ieri, dopo aver incontrato il Presidente della Repubblica Ahmet Necdet Sezer, si è anche incontrato con il Ministro degli Esteri Abdullah Gül. Olmert si è poi incontrato con il presidente dell’Unione industriali (TOBB).

Tradotto per Aljazira.it da Michelangelo Guida
http://www.aljazira.it/index.php?option=content&task=view&id=876&Itemid=1

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