La Turchia ‘non rimarrà in silenzio’ se Israele attaccherà il Libano

Beirut – Afp e Ma'an. La Turchia non rimarrà in silenzio se Israele attaccherà il Libano o Gaza, ha dichiarato ieri il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan a Beirut, mentre i rapporti fra i due ex-alleati rimangono fermi al loro minimo storico.

“Forse (Israele) pensa di poter entrare in Libano con gli aerei da guerra e i carri armati più moderni, uccidere donne e bambini, distruggere scuole e ospedali e poi aspettarsi che noi restiamo in silenzio?”, ha commentato il premier a una conferenza dell'Unione delle banche arabe.

“Pensa forse – ha proseguito – di poter utilizzare le armi, le munizioni al fosforo e le bombe suono più moderne per uccidere i bambini di Gaza e poi aspettarsi che restiamo in silenzio? (…) Noi non taceremo, e appoggeremo la giustizia con tutti i mezzi a nostra disposizione”.

Come già accennato, la Turchia era un tempo l'alleato militare e diplomatico più vicino ad Israele in Medio Oriente, ma i rapporti hanno cominciato a logorarsi quando Ankara ha criticato l'offensiva israeliana del dicembre 2008 – gennaio 2009 contro Gaza.

Le cose precipitarono quindi il 31 maggio 2010, quando i commando navali israeliani abbordarono una nave turca, la Mavi Marmara, parte della Freedom Flotilla to Gaza, una flotta umanitaria che tentava di rompere l'embargo israeliano sul territorio palestinese. Nove attivisti turchi sono morti durante l'operazione.

Per questo motivo, ha affermato Erdoğan, la Turchia non riparerà le relazioni con Tel Aviv finché quest'ultima non si scuserà per il “feroce attacco” all'imbarcazione.

Si è concluso così il secondo dei due giorni di visita del primo ministro turco in Libano, durante i quali ha anche inaugurato un centro di cura per ustionati a Sidone, un'importante città costiera nel sud del Paese.

Fu proprio quest'area del Libano ad essere colpita duramente dalla guerra delle milizie di Hezbollah con Israele nel 2006.

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