L’aggressività senza limiti dei coloni ebrei: una famiglia di Gerusalemme cacciata da casa.

Al-Quds occupata (Gerusalemme) – Infopal. Un nutrito gruppo di coloni accompagnato da elementi della polizia israeliana s'è impossessato, domenica 2 maggio, di una casa della famiglia Salah, nella zona di Ras Beyt Safafa, nella città di al-Quds occupata (Gerusalemme), costringendo la famiglia palestinese proprietaria (una famiglia allargata di decine membri, compresi molti minorenni) a lasciarla col pretesto che la proprietà dei terreni su cui sorgono le abitazioni, acquisita da un armeno, spetterebbe invece a loro.

Il padrone di casa, Muhammad Salah Abu 'Ali, cacciato assieme ai suoi figli, riferisce che i coloni “hanno fatto irruzione in casa nostra, un'abitazione di 150 metri quadri costruita nel 1958, prendendosela con i miei anziani genitori, scaraventati fuori dalla casa in cui abitiamo dal 1966, mentre la polizia israeliana ci minacciava di arresto nel caso avessimo deciso di farvi ritorno”.

I coloni hanno piazzato il loro mobilio in casa, dove hanno fatto accomodare altri ebrei. Sull'edificio, inoltre, hanno innalzato la bandiera israeliana, cominciando poi a festeggiare per essere riusciti a prendervi possesso e a cacciarne i proprietari (le loro rivendicazioni vanno avanti dal 1993).

Si ricorda che attacchi di questo tipo si erano verificati da ottobre 2009. Questa volta, tra l'altro, un colono ebreo avrebbe sparato, ferendo alla mano uno dei membri della famiglia Salah.

Muhammad Salah Abu 'Ali ci ha detto: “I coloni non si sono limitati a questo, ma hanno anche attaccato le nostre case intorno, così hanno provato a prendere anche quella di mio fratello Mahmud, ma lì siamo riusciti ad allontanarli. Ci hanno detto che ci ammazzeranno e scacceranno dalle nostre case in cui viviamo dagli anni Cinquanta.

Le sentenze del Tribunale supremo israeliano – tra cui una del 28 aprile – sono tutte illegali ed ingiuste poiché non tengono conto dei documenti che abbiamo presentato: “Il 15 aprile scorso, in occasione della loro festa nazionale, il Tribunale supremo ha stabilito di farci evacuare dalla nostra casa, senza che avessimo la possibilità di fare ricorso contro la pretesa di un colono che dice di aver comprato la casa!”.

Abu 'Ali ha pertanto fatto appello a tutte le organizzazioni internazionali che si occupano di diritti umani di occuparsi del suo caso ed aiutare così la sua famiglia, anche per evitare che altre famiglie vengano cacciate dalle loro case.

“Si tratta di sentenze politiche, non giuridiche”. Le autorità occupanti hanno chiesto ai suoi anziani genitori che hanno quasi cent'anni di pagare una somma di 70.000 shekel, e nel caso in cui non dovessero pagare, verranno cacciati i rimanenti membri della famiglia Salah dalle loro case.

Si ricorda che vi è un piano israeliano per prendere possesso di tutte le case di Beyt Safafa, a causa della sua posizione strategica nei confronti di al-Quds (Gerusalemme) dal lato occidentale.

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