L'Anp chiede alle moschee adiacenti alle colonie israeliane di tenere bassi i volumi degli altoparlanti

Betlemme – Maan. L'Autorità nazionale palestinese (Anp) risponde affermativamente ad una richiesta israeliana di abbassare il volume degli altoparlanti dei muezzin nei villaggi palestinesi circondati dalle colonie israeliane.

La stampa israeliana riporta che vi sarebbero stati dei contatti tra il direttore dell'Amministrazione civile israeliana Yoav Mordechai e diversi funzionari palestinesi e che, a tal proposito, sia stato raggiunto un accordo tra le parti.

Il ministro degli Awqaf (Fondazioni pie), Mahmud al-Habbash, ha dichiarato che rispetterà l'ultimo provvedimento specificando però che lo farà conferendogli unicamente un'interpretazione religiosa e non come misura funzionale agli interessi dei coloni d'Israele.

“Le nostre questioni religiose non sono soggette a negoziati politici – ha dichiarato lunedì -. I media israeliani diffondono notizie di questo tipo per servire interessi politici e, facendo leva su problemi così delicati, istigano divisioni tra la leadership politica e il popolo palestinese”.

Hamas: 'l'Anp combatte l'Islam'. Il ministro ha inoltre criticato Hamas, la cui condanna non si è fatta attendere e rispondendo al Movimento di Resistenza Islamica, si è chiesto ironicamente al-Habbash: “Forse Hamas e Israele hanno formato una coalizione per attaccare l'Anp?”.

Dalla Striscia di Gaza, il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri ha sostenuto che l'accordo dimostra non solo l'impegno dell'Anp a porre un freno alla resistenza ma costituisce pure un forte slancio alla repressione delle espressioni religiose, a beneficio dell'occupazione.

Abu Zuhri ha ricordato altre recenti misure ai danni della fede, come il licenziamento di un gran numero d'imam e muezzin affiliati a Hamas.

Da parte loro, i coloni si sono detti soddisfatti dell'accordo, a prescindere dalle motivazioni.

In particolare, il leader dei coloni, Yitzhak Shedmi, ha definito l'iniziativa positiva e di rilievo.

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