L’ANP minaccia di arrestare il presidente del Consiglio Legislativo Palestinese

Gaza – Infopal. La Presidenza del Consiglio Legislativo Palestinese ha messo in guardia l’ANP in Cisgiordania e le sue Forze di sicurezza dalle conseguenze di “qualsiasi atto contro il Presidente del Consiglio ‘Aziz Dweik o contro i suoi colleghi deputati”. La Presidenza del Consiglio ha sottolineato duramente che qualsiasi atto contro Dweik, che ha passato tre anni nelle carceri israeliane, così come contro gli altri membri del CLP, “non si sa dove potrà condurre, spingendo le relazioni interpalestinesi verso una nuova crisi – di cui non c’è proprio bisogno – portando il sistema politico palestinese verso un disastro totale”.

Ahmad Bahar, vice presidente del Consiglio legislativo palestinese, ha detto in un comunicato stampa che “l'ANP a Ramallah e le sue Forze di sicurezza non si sono limitate a impedire al Presidente del Consiglio Legislativo ‘Aziz Dweik di arrivare al suo ufficio per svolgere le sue funzioni (e sin qui siamo nell’ambito delle ‘normali’ restrizioni poste ai membri del Blocco Riforma e Cambiamento e alle loro famiglie), ma stavolta sono andati oltre, minacciando addirittura di arrestare Dweik e sua moglie”.

Il leader palestinese ha aggiunto che “la minaccia di arrestare Dweik – simbolo della legalità palestinese – è un fatto molto grave che non si può lasciar passare come nulla fosse successo, e ha sottolineando che si tratta di un grave passo indietro per tutta la nazione palestinese, di uno scivolone politico che può condurre a situazioni senza precedenti”.

Bahar considera “il tentativo di nuocere alla persona del dr. Dweik come una dimostrazione palese della falsità delle affermazioni sul ‘partenariato per la democrazia’ fatte da Fatah e dall'Anp di Ramallah. Esso dimostra altresì l'assenza di quei valori di riconciliazione politica e sociale che il Consiglio Legislativo tenta di diffondere nuovamente nella società palestinese dopo la crisi politica e sociale degli ultimi anni”.

Egli ha infine invitato l'Egitto, e tutte le fazioni, nazionali e islamiche, a “svolgere un'azione immediata per fermare gli abusi e le pratiche illegali dell'ANP di Ramallah”, e tenere sotto controllo ciò che egli ha definito “una mossa imprudente mirata a distruggere la società palestinese e il sistema politico palestinese, e rispondere così agli umori e agli interessi personalistici”.

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