L’appello del ministero della Sanità di Gaza: ‘Non lasciate morire gli abitanti della Striscia’.

Gaza – Infopal. Il ministero della Sanità del governo della Striscia di Gaza ha nuovamente lanciato l’allarme sulla tragica situazione della regione e sulla "crescita esponenziale del numero delle vittime provocate dall’assedio".

La chiusura dei valichi, da parte delle forze di occupazione israeliana e del governo egiziano (Rafah), non permette ai cittadini di lasciare la Striscia per tentare di farsi curare all’estero. Le scorte dei farmaci esaurite e le attrezzature mediche fatiscenti, oltre all’esaurimento delle medicine dai depositi del ministero, stanno condannando a morte molti malati.

In un comunicato stampa di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto una copia, il ministero ha riferito che "dall’inizio di questo mese di agosto sono 12 i malati morti a causa dell’assedio, tra cui 6 donne e un bambino".

E ha aggiunto: "Con la morte di Ahmad Abu Emesha, ieri, il numero delle vittime sale a 234. 42 dall’inizio della tregua tra l’occupazione israeliana e le fazioni palestinesi".

Nel comunicato, il ministero ha lanciato l’allarme sulla pericolosa crisi umanitaria che minaccia la vita di centinaia di malati, e ha chiesto all’Organizzazione Mondiale della Sanità, a tutte le associazioni per la difesa dei diritti umani, alla Croce Rossa Internazionale e alla comunità internazionale di "intervenire immediatamente per esercitare pressioni" su Israele affinché tolga l’assedio e apra i passaggi. E ha aggiunto: "A causa delle politiche aggressive, l’occupazione deve essere inserita nella lista nera internazionale e processata per i crimini di guerra commessi da decenni contro il popolo palestinese".

Ieri, centinaia di palestinesi hanno manifestato di fronte al terminal del valico di Rafah, chiedendo all’Egitto di riaprirlo e di permettere il transito ai gazesi soffocati dall’assedio.

Durante la manifestazione, Ahmad Bahar, portavoce del Consiglio Legislativo palestinese, ha rivolto un appello al presidente egiziano Hosni Mubarak affinché riapra il valico di Rafah, ricordandogli la promessa: "Non lasceremo morire di fame i palestinesi".

L’Egitto, tuttavia, ha mandato 500 poliziotti anti-sommossa a presiedere la parte egiziana del passaggio, nel timore che i gazesi possano tentare di valicarlo con la forza.

Bahar ha anche reso noto che il Cairo si è rifiutato di permettere a una delegazione del CLP di attraversare il terminal di Rafah. I parlamentari palestinesi hanno ricevuto inviti da parte di vari parlamenti arabi a recarsi in visita per illustrare la situazione in cui vive la popolazione palestinese.

"La chiusura dei valichi e l’assedio – ha sottolineato il portavoce del CLP – è una rappresaglia contro Hamas per non aver accolto le condizioni poste dal Quartetto, che prevedono il riconoscimento di Israele". Un riconoscimento, spiegano i palestinesi, a senso unico, senza che allo Stato ebraico venga chiesto, a sua volta, di riconoscere i loro diritti.

Il valico di Rafah è chiuso da giugno del 2007, a seguito della presa di potere di Hamas sulla Striscia di Gaza. Grazie alle pressioni israeliane, l’Egitto ha sigillato il valico di Rafah, contribuendo ad affamare 1,5 milioni di persone.

 

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