L’ascesa islamista nella regione e la causa palestinese

Il Cairo – Quds Press. 'Abdallah ash-Sh'al, docente di relazioni internazionali e cadidato alle presidenziali in Egitto, ha commentato gli esiti elettorali che hanno portato al successo le forze dell'Islam politico nella regione araba.

“E' una conseguenza del tutto naturale, ed è necessario dare loro l'opportunità di governare e di amministrare la vita pubblica alla luce delle grandi sfide regionali che sono ancora aperte.

“La democrazia richiede che le scelte elettorali del popolo vengano rispettate e, personalmente, non credo si debba temere l'attuale trend politico islamista. In questo caso sono i popoli che hanno scelto di governare se stessi, e non le élite, né l'Occidente.

“Le forze islamiste avranno sempre un'occhio di riguardo per la Palestina, alla quale i nuovi governanti islamisti non rinunceranno per nessun motivo e non scenderanno a compromessi con l'Occidente. La loro affermazione politica è il segnale forte della volontà di liberarsi dai sistemi della tirannia. La loro repressione, come fu in Algeria, ha dimostrato che i popoli hanno reagito in senso contrario, maturando un crescente sostegno verso i partiti islamisti”.

Sullo stesso argomento, è intervenuto anche Ziyad Abu 'Ein, membro del Consiglio Rivoluzionario di Fatah, il quale ha tenuto a precisare come, l'ascesa della Fratellanza Musulmana sull'onda delle rivolte della Primavera Araba, non comprometta le posizioni interne al suo Movimento.

“Esistono rapporti pacifici tra Fatah e la Fratellanza Musulmana. Rispettiamo la volontà espressa democraticamente dai popoli arabi, e ora chiediamo ai loro rappresentanti politici di dimostrare l'impegno più volte espresso negli anni in cui sono stati all'opposizione, verso la causa di liberazione della Palestina, di al-Quds (Gerusalemme) e della moschea al-Aqsa”.

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