‘L’assedio contro Gaza non è motivato da ragioni di sicurezza, ma è una guerra economica’.

Di Sheera Frenkel

McClatchy Newspapers – Gerusalemme. Mercoledì scorso, 8 giugno, la rivista McClatchy è riuscita a ottenre dal governo israeliano un documento in cui si prova che l’assedio imposto alla Striscia di Gaza non è dettato da ragioni ‘di sicurezza’ quanto invece economiche.

La “guerra economica” è rivolta in modo dichiarato al governo di Hamas.

Dal giugno 2007, Israele ha imposto numerosi divieti al territorio assediato.

Hamas era stato già democraticamente eletto dal popolo palestinese e, nel giugno 2007, era riuscito a prendere il pieno controllo della Striscia di Gaza.

L’imposizione dell’embargo partiva da ragioni di sicurezza, voleva impedire il rifornimento di armi ai militanti di Gaza.

Il 31 maggio, quando i commando israeliani hanno assassinato nove membri a bordo della Freedom Flottilla, si sono udite nuovamente queste motivazioni: “impedire che giungessero armi a Gaza”.

È Gisha, gruppo legale israeliano per i diritti umani (Legal Center for Freedom of Movement) che esamina le motivazioni fornite dal governo israeliano sugli aspetti ‘economici’ dell’assedio a Gaza.

“Il blocco è un esercizio del diritto di guerra economica” si legge nel documento (…) “ogni paese ha il diritto di decidere se avere relazioni economiche o fornire assistenza economica all’altra parte del conflitto oppure optare per l’adozione di una ‘guerra economica’.

McClatchy è entrato in possesso della dichiarazioni di Isrele tramite Gisha, che aveva sollecitato il governo a fornire informazioni sul blocco economico imposto a Gaza.

Il governo ha fornito queste dichiarazioni solo dopo l’intervento dell’Alta Corte di Giustizia. Tuttavia, forte dell’impunità di cui gode, per il governo israeliano non è un tabù rilasciare simili  dichiarazioni.

Sari Bashi, direttore di Gisha, afferma che dal documento si evince in manifesta che: “L’assedio economico è una 'punizione collettiva' contro la popolazione palestinese di Gaza (…) Israele sostiene che la guerra economica debba garantire sempre dei tornaconti politici”.

Il blocco israeliano su Gaza comprende una lunga lista di beni: cemento e metallo sono vietati perché potrebbero – afferma il governo sionista – essere utilizzati nella fabbricazione artigianale di armi.

Stando a statistiche redatte da Gisha in cooperazione con le Nazioni Unite, ancor prima dell’embargo, Israele permetteva l’introduzione del 25% dei beni necessari alla popolazione di Gaza.

Prima dell’assedio, potevano fare ingresso a Gaza 10,400 camion al mese (circa 2,500 camion al giorno).

Da 4,000 categorie di beni che entravano a Gaza, con l’assedio, ne restano solo 40.

“Oggi a Gaza non entrano: succhi di frutta, spezie, schiuma da barba, patatine, biscotti e caramelle” afferma Raed Fattouh, a capo del coordinamento per il passaggio dei beni tra Gaza e Israele.

Intanto Obama dona 400 milioni di dollari ai palestinesi affamati, umiliati ed assediati.

Secondo gli schemi statunitensi, a Gaza ne andrebbero 30 milioni e pare che, il presidente Obama, pur mantenendo meri toni retorici, abbia voluto rassicurare ‘Abbas sulla volontà di fare chiarezza sugli episodi del 31 maggio in acque internazionali, in attesa degli esiti delle indagini ONU.

Per Obama, la questione dell’embargo non sembra meritare quindi una soluzione urgente. Non è insomma la priorità.

Maxwell Gaylard, coordinatore umanitario Onu nei Territori Palestinesi Occupati è deluso dalle intenzioni politiche per rompere l’assedio e afferma: “E' stata fatta una mera estensione di pochi beni alla lista di quanto permesso a Gaza. Qui c’è bisogno di un cambiamento di sostanza con l’apertura e l’accesso a tutti i beni”.

E mentre le abitazioni palestinesi di Gaza, restano niente di più che macerie, Israele continua a giustificarsi: “Cemento e metallo potrebbero essere utilizzati dai militanti palestinesi per costruire bunker e altre istallazioni militari”.

L’Egitto intanto potrebbe chiudere il valico di Rafah a breve e i palestinesi guardano a tutte queste vicende con molta apprensione.

http://www.mcclatchydc.com/2010/06/09/95621/israeli-document-gaza-blockade.html#ixzz0qUM1F8uH

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.