L’avvertimento di Israele a Libano e Iran: ‘Faremo di tutto per bloccare le vostri navi’.

Maan, Imemc, Infopal. Impegnato a bloccare qualunque aiuto umanitario verso la Striscia di Gaza, Israele non si è accontentato del massacro contro la Freedom Flottilla, dell’arresto delle centinaia di passeggeri della solidarietà e del silenzio che è riuscito ad imporre sui media a partire dal giorno dopo a quell’attacco.

Oggi, di fronte alle quotidiane notizie da numerosi paesi che intendono raggiungere Gaza via mare per rompere l’assedio che strangola la Striscia di Gaza da quattro anni, Israele deve gestire un simile ‘affronto’ con due paesi ‘nemici’.

Proprio così, lo stato sionista, per mezzo di una complessa rete diplomatica, avrebbe definito Iran e Libano, paesi promotori del prossimo carico umanitario verso Gaza.

E sebbene si arroghi impunità e rivendichi la presunzione di poter sfidare le regole internazionali, oggi Israele crede di poter mettere in gioco “la legalità internazionale” quando si sente minacciato, solo e ‘isolato’.

“Tratteremo con queste navi, battenti bandiere di due paesi ‘nemici’, con gli strumenti ‘giuridici’ previsti in simili circostanze di ‘ostilità’.

Intanto lo stato israeliano può contare sulla collaborazione egiziana per fermare queste imbarcazioni una volta giunte nel Canale di Suez. L’Egitto fino ad oggi nega di aver ricevuto qualsiasi richiesta di transito dall’Iran.

Come da copione, affianco alla guerra de facto israeliana e agli attacchi indiscriminati condotti contro chiunque dimostri di ricercare giustizia per il popolo palestinese smascherando il vero volto dello stato sionista, Israele ha avviato una campagna mediatica denigratoria nei confronti dei membri dell’equipaggio iraniani e libanesi come sulla natura del loro carico.

“A bordo di queste navi ci sono donne del partito libanese di Hizbullah e di Hamas, stanno cercando di metterci in imbarazzo mentre, per quanto riguarda la partecipazione dell’Iran, si tratta di una palese provocazione al governo di Tel Aviv. A livello internazionale, c’è un tentativo di incriminazione dello stato di Israele per mezzo di media e tribunali internazioni e tramite l’opera di molte altre organizzazioni (…) Israele intercetterà in acque internazionali queste navi e, se necessario, userà forza e violenza per impedire che raggiungano la Striscia di Gaza”.

Così, si è espresso Gabi Ashkenazi, capo del personale militare israeliano.

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