Le Brigate al-Qassam: il diritto alla resistenza non si tocca.

 

Gaza – Infopal. Il portavoce delle Brigate al-Qassam, braccio armato del movimento Hamas, Abu ‘Ubayda, ha affermato che non esiste alcuna possibilità d'integrazione o scioglimento dei gruppi della Resistenza palestinese.

 

Abu ‘Ubayda, in una dichiarazione pubblicata ieri, martedì 20 ottobre, sul sito on line delle Brigate al-Qassam, ha detto che “il sogno di sciogliere i bracci armati della resistenza è molto lontano, e non importa come alcuni hanno cercato di interpretare la proposta egiziana avanzata a tal proposito: ognuno interpreta la cosa a modo suo, e questo punto deve essere spiegato chiaramente”.

 

Egli ha poi aggiunto: “Possiamo affermare che lo scioglimento dell'Anp è prioritario ed è più semplice dallo scioglimento delle brigate al-Qassam o degli altri eroici gruppi della Resistenza, e se esiste una definizione di “Arma legittima” è quella degli onesti Mujahidin, diretta contro i nemici, quindi non accettiamo che la Resistenza venga definita una “milizia illegale”, poiché il nostro popolo sa qual è l’“Arma legittima” che protegge la patria e difende la sua dignità, e sa qual è l’“Arma illegittima” che perseguita e uccide i resistenti, e protegge le colonie del nemico”.

 

Per quanto riguarda la posizione delle Brigate al-Qassam nel documento egiziano annunciato di recente – documento che Hamas ha definito ‘mitigato’ per quanto concerne la Resistenza -, Abu ‘Ubayda ha dichiarato che “la legalità, la necessità e l'inevitabilità della Resistenza non è oggetto di negoziati o discussioni, né nelle trattative di riconciliazione, né in altra sede, ma dato che questa discussione tratta le principali questioni politiche, dobbiamo sottolineare che qualsiasi documento, carta o accordo che contenga qualcosa di contrario alla Resistenza o tenti di escluderla per indurre il popolo palestinese a rinunciare ai suoi principi essenziali, va definito come incompleto, irreale e dunque  irricevibile”.


Il portavoce delle Brigate al-Qassam ha continuato dicendo che “la Resistenza è uno dei principi costanti del popolo palestinese finché ci sarà l’occupazione, ed è la scelta di tutti i popoli sotto occupazione; se non ci fosse un gruppo palestinese strano e perverso che si è messo contro la Resistenza, la Resistenza non sarebbe mai stata oggetto di discussione interpalestinese, e ciò che indebolisce la posizione palestinese all’esterno è proprio questa Autorità, l’Anp, che parla a nome del popolo palestinese che resiste e nega la Resistenza ritenendola assurda, spregevole e fuori legge”.

 

Egli ha poi detto che “la riconciliazione è la richiesta di tutti i palestinesi, ma non per farne un pezzo di carta da festeggiare e poi ritornare ad applicare i diktat del nemico sionista e degli americani, chiamando tutto ciò 'riconciliazione nazionale'. Questo è inaccettabile, e se il mediatore egiziano vuole una riconciliazione reale, allora deve essere coerente con la scelta del popolo palestinese, saldo sui suoi principi, di non adeguarsi a condizioni avvelenate imposte dall’esterno”.

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