Le Brigate del ‘Santo Jihad’: ‘Tutti gli stranieri che entreranno in Palestina saranno nostri potenziali obiettivi e se non si convertiranno all’Islam, li uccideremo’.

Su questo gruppo avevamo già espresso perplessità, che ora ribadiamo: chi ci sta dietro? Si tratta semplicemente di esaltati, pazzi? C’è lo zampino dei servizi israeliani e statunitensi, o di qualche fazione palestinese anti-Hamas?

Il governo palestinese guidato da Hamas, durante il rapimento dei due giornalisti di Fox News ha più volte accusato questo gruppo di violare i precetti islamici dell’ospitalità e della protezione che va accordata allo straniero. Quindi, si tratterebbe di una realtà che si discosta dalla linea ortodossa islamica e che, autonomamente, crea una propria strategia sulla base di una propria visione e interpretazione politico-religiosa.

Nella galassia del radicalismo islamico cosiddetto "jihadista" non sarebbe una novità, ma ben sappiamo come alcuni di questi gruppi, anche piuttosto celebri, siano stati infiltrati, strumentalizzati, addestrati e utilizzati dalle intelligence di alcuni paesi al fine di destabilizzare determinate aree politico-economico-geografiche.

Le Brigate del "Santo Jihad" si allontanano dalla linea seguita da tutte le altre organizzazioni militari palestinesi, e ricordano invece i gruppi "qaidisti" iracheni.

E questo è molto sospetto.

Le Brigate del "Santo Jihad" ieri hanno emanato un comunicato in cui dichiarano che tutti gli stranieri non musulmani che entreranno nei Territori palestinesi saranno loro "obiettivi".
Questa organizzazione è balzata alla ribalta con il rapimento, ad agosto, dei due giornalisti di Fox News.

Nel comunicato, il gruppo informa che tutti gli stranieri non-musulmani che loro rapiranno saranno uccisi se non si convertiranno all’Islam o se non verranno liberati prigionieri musulmani.

(Fonte: www.maannews.net)

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