Le Brigate di Al-Aqsa hanno invitato il Jihad islamico e le altre fazioni a prendere posizione contro le Forze Esecutive.

Le Brigate dei Martiri di al-Aqsa, ala militare del movimento Fatah, ha chiesto alle fazioni nazionali palestinesi di assumersi la "responsabilità nazionale, storica ed islamica" della situazione nella Striscia di Gaza, e hanno invitato il popolo palestinese, "qualunque siano le posizioni politiche", a esprimere il rifiuto per gli arresti effettuati dalle Forze Esecutive.

In un comunicato stampa, le Brigate hanno dichiarato che "faranno tutto il possibile per proteggere l’unità del popolo palestinese", e hanno espresso la propria rabbia per le operazioni effettuate dalle Forze Esecutive, da loro accusate di "versare il sangue e schiacciare la dignità palestinese". Esse condannano tutte le minacce, gli arresti, le fatwa religiose messe in pratica dalle FE.
E hanno aggiunto che “le fatwa di Hamas che proibiscono con la forza la preghiera del venerdì nelle piazze pubbliche, hanno portato le FE a arrestare il dott. Zakaria al-Agha, Ibrahim Abu al-Naja, il prof. Ahmad Nasr e Omar al-Ghul, consigliere del presidente, tutti membri del Comitato Centrale di Fatah".

Le Brigate dei Martiri al-Aqsa hanno confermato che "le azioni delle Forze Esecutive contro i grandi capi di Fatah, non distruggeranno il movimento e non ne infrangeranno la volontà".

Le Brigate hanno invitato il movimento del Jihad Islamico e tutte le fazioni palestinesi "a fermarsi davanti all’ingiustizia praticata delle Forze Esecutive contro i figli di Fatah".

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