Le forze di occupazione invadono di nuovo la città di Nablus

Dopo la mezzanotte di oggi, martedì 7 luglio, più di 120 corazzati israeliani hanno invaso la città di Nablus e i suoi tre campi profughi Balata, Askar e Ain Bait al-Maa, sparando all’impazzata e perquisendo le case dei cittadini. Altre forze hanno nuovamente invaso le associazioni perquisite ieri, completando il sequestro del loro contenuto.

 

Fonti dell’informazione hanno riferito che le forze di occupazione hanno invaso molti palazzi intorno alla città, mentre sono stati avvistati grandi camion e macchine bianche appartenenti alle forze d’intelligence israeliane, oltre a grossi bulldozer militari.

 

Tra i luoghi invasi questa notte dalle forze di occupazione si conoscono, tra gli altri, la moschea al-Huda e la sala di preghiere delle donne del campo profughi Askar al-Jadid. I soldati hanno fatto irruzione nella moschea distruggendone i cancelli e hanno esteso l’operazione ai negozi vicini, sequestrandone il contenuto. La stessa sorte è toccata: all’associazione Nafha per la difesa dei detenuti e dei diritti umani, sita nel palazzo “Abu Kamil Saad ad-Din”; all’associazione Yazur, nel campo profughi di Balata; a diversi palazzi e uffici nella via di Sufyan; al palazzo di Amasha, a ovest della città; al centro commerciale “Nablus Mool” e ad altri negozi del centro.

 

Le autorità dell’occupazione hanno dichiarato l’intenzione di usare il pugno di ferro contro le associazioni legate a Hamas in Cisgiordania. Il piano ha avuto il consenso del capo del governo, del suo ministro della sicurezza, del capo dell’esercito e del capo dell’intelligence.

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