Le forze di occupazione israeliane uccidono un resistente delle brigate al-Aqsa (Fatah), amnistiato qualche mese fa.

Nablus – Infopal

Oggi a mezzogiorno, le forze di occupazione israeliane hanno informato l’Autorità Nazionale palestinese della morte di un attivista delle brigate dei Martiri al-Aqsa, ala militare di Fatah. Il combattente era stato arrestato dopo essere stato ferito, insieme ad altri, a Nablus, nel nord della Cisgiordania.

Fonti palestinesi hanno riferito che l’attivista delle brigate al-Aqsa, Ibrahim al-Masimi, è deceduto a seguito delle ferite causate dai proiettili israeliani.

Da parte loro, fonti di informazione israeliane hanno reso noto che, questa mattina, a Nablus, le forze speciali dell’esercito hanno arrestato cinque resistenti palestinesi dopo averli feriti.
Secondo fonti locale e testimoni oculari, unità speciali travestite da arabi sono penetrate con un furgoncino per la vendita di ortaggi in via “Taal”, a ovest della città, e hanno poi iniziato a sparare contro i passeggeri di un’auto pubblica, ferendoli. I passeggeri sono stati arrestati.

Si tratta di Ibrahim al-Masimi, 25 anni, deceduto a seguito delle ferite riportate, suo fratello Wael, 27 anni; Yaser Salaam, 20 anni, Ali Esheh, 21 anni, e Ibrahim al-Jibrili, 20 anni.

Secondo fonti israeliane, i feriti sono stati trasferiti negli ospedali israeliani: due di loro sono in gravi condizioni.

La radio israeliana in lingua araba ha riferito che le forze speciali israeliane hanno arrestato uno dei capi del movimento Fatah a Nablus, insieme al fratello. Entrambi erano "ricercati".

Le fonti hanno riferito che gli arrestati fanno parte degli “amnistiati” dei mesi scorsi, attraverso l’accordo tra Anp e autorità di occupazione. Tale accordo prevedeva che i resistenti consegnassero le armi e rimanessero per un certo periodo nelle prigioni dell’Anp.

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