Le madri dei prigionieri politici: fine Ramadan senza poter vedere i nostri figli.

Gaza – Ma'an. Un comitato di madri di detenuti palestinesi si è riunito ieri davanti alla sede di Gaza City della Croce Rossa, per protestare contro la reclusione dei loro figli e delle loro figlie nelle carceri israeliane.

Le madri hanno letto una lettera ai dimostranti, dichiarando che non c'è stata “nessuna festa per la Eid senza i nostri cari rinchiusi in prigione”, e ricordando che, mentre a loro è proibito vedere i propri figli, le famiglie musulmane di tutto il mondo si stanno scambiando visite.

Il divieto, hanno proseguito, continua da quattro anni, ovvero da quando l'embargo di Gaza ha reso loro impossibile accedere alle carceri.

Le madri di Gaza hanno quindi ringraziato il Centro per gli studi dei prigionieri, la Commissione nazionale e islamica per i detenuti e tutti coloro che hanno partecipato con loro nella protesta della Eid al-Fitr [la festa di fine Ramadan, ndr]

Stime dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) risalenti a marzo riportano che nelle prigioni israeliane si trovano circa 7.000 uomini e donne palestinesi, mentre più di 180.000 dei 4,5 milioni di palestinesi residenti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza vi sono stati detenuti in passato. L'Ufficio centrale di statistica palestinese ha inoltre precisato che il 10% degli uomini palestinesi è stato incarcerato da Israele nel corso della sua vita.

Per questo motivo, le fazioni di Gaza continuano a voler contrattare il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit, catturato nel 2006, in cambio della liberazione di un migliaio di prigionieri palestinesi.

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