Le raccomandazioni contenute nel Rapporto Goldstone devono essere applicate ai ‘palestinesi del 1948’ oppressi durante l’aggressione a Gaza.

Nazareth – Infopal. Un Centro dei diritti umani che opera nei territori palestinesi occupati nel 1948 ha chiesto l'applicazione delle raccomandazioni contenute nel Rapporto Goldstone concernenti l’apertura di un'inchiesta indipendente per esaminare la repressione operata dalle autorità di occupazione israeliane contro i palestinesi del 1948 che hanno protestato contro l’aggressione israeliana alla Striscia di Gaza dello scorso inverno.

Il Centro “Adalah” (Giustizia) per i diritti umani ha chiesto al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, al ministro della Giustizia Yaakov Neeman e al Procuratore capo dello Stato, Menachem Mazuz, di applicare le raccomandazioni contenute nel Rapporto Goldstone sull’istituzione di “una commissione indipendente pubblica che esamini come le autorità hanno applicato la legge in Israele per debellare le proteste dei cittadini arabi contrari all'aggressione militare contro la Striscia di Gaza”.

La Commissione Goldstone ha raccomandato alla parte israeliana di cessare le azioni volte a “limitare la libertà di espressione nella società civile e di coloro che si sono opposti alla politica del governo durante la campagna militare”. Inoltre ha raccomandato di esaminare se, per quanto riguarda le accuse e i termini di detenzione, il sistema giudiziario ha adottato una politica discriminatoria nei confronti degli oppositori alla guerra.

Il Centro per i diritti umani ha riferito che la Commissione Goldstone ha esaminato in profondità i materiali contenuti nella relazione presentatale dal Centro ‘Adalah, la quale illustra le “violazioni della legge” commesse dalle autorità di occupazione israeliane per reprimere la protesta dei palestinesi del 1948 contro l'aggressione nella Striscia di Gaza”.

La Commissione si è soffermata in particolare sull'ondata di arresti di coloro che hanno protestato contro l'aggressione, che ha interessato anche i minorenni; la campagna di persecuzioni da parte del servizio di intelligence interna israeliana Shabak contro gli attivisti politici tra i palestinesi del 1948; la repressione dei presidi autorizzati; l'estrema violenza praticata dalla polizia israeliana contro i manifestanti; gli ostacoli frapposti agli attivisti per i diritti umani e ai giornalisti che volevano entrare a Gaza, e così via.

Nella dichiarazione del Centro “Adalah” si afferma inoltre che “la decisione della Commissione Goldstone di toccare l'argomento della limitazione della libertà di espressione dei cittadini arabi durante l'aggressione militare indica l'importanza dell'argomento e la consapevolezza da parte della Commissione che il fatto non riguarda atti isolati, bensì un fallimento strutturale ed una politica da parte delle istituzioni giudiziarie israeliane diretta contro tutti coloro che hanno osato esprimere la loro indignazione contro l'aggressione militare”.

 

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