Le radici profonde di questo odio

MEMO. Di Salah Al-Din Al-Jorashi. Come si spiega questo alto livello di brutalità israeliana che non ha risparmiato nessun essere umano o pietra? Che cosa gli hanno fatto i palestinesi, vecchi e giovani, per trattarli con una crudeltà così anomala, per odiarli così ferocemente e per assassinarli deliberatamente, sia fisicamente che simbolicamente e, se necessario, eliminarli dall’esistenza? Dov’è finito il personaggio dell’ebreo buono e perseguitato, che il cinema sionista ha saputo rappresentare in modo eccellente dopo l’Olocausto?

Quando si esamina con precisione e obiettività ciò che è accaduto negli ultimi due mesi, una persona normale scopre le enormi falsità che i sionisti hanno usato nella disperata difesa dell’immagine falsa che hanno promosso del loro Stato malvagio. Tutti hanno visto l’entità delle distruzioni causate, tuttora in corso, dalla macchina militare del loro esercito e questo attesta il grado di odio con cui ha trattato la popolazione di Gaza, senza fare distinzione tra civili e combattenti armati.

Ad esempio, un comandante militare israeliano fa saltare in aria una casa e i suoi abitanti come regalo alla figlia per il suo secondo compleanno. Un ministro descrive il popolo palestinese come animali. Oppure, se si confrontano le sofferenze subite dai bambini palestinesi prigionieri nelle carceri israeliane – che vengono affamati, umiliati, picchiati e lasciati al freddo e alcuni di loro escono dalle carceri a piedi nudi – con il trattamento umano riservato ai prigionieri rilasciati dalle Brigate Al-Qassam, ci si rende conto, senza ombra di dubbio, della differenza qualitativa sostanziale tra le due parti.

Tra le tante testimonianze che dimostrano che la malattia dell’odio però non ha colpito tutti gli ebrei, vi è una ragazza americana di religione ebraica che ha dichiarato di non essere più fedele a Israele dal 2014, quando ha scoperto la vasta quantità di propaganda che andava ben oltre un limite tollerabile. “All’inizio ci si sente a proprio agio quando all’aeroporto Ben-Gurion ti dicono ‘Benvenuto nella tua patria’, ma poi si scopre, quando parlano degli arabi, la profondità dell’odio verso gli autoctoni della terra”. L’odio di cui parla la giovane ebrea si manifesta nel comportamento dei coloni che incitano i loro figli e il loro esercito a uccidere donne e bambini, per spingere gli abitanti di Gaza a lasciare la loro terra e a dirigersi verso l’Egitto e la Giordania. Questo è il loro vecchio sogno al quale stanno lavorando per poter realizzare. Due mesi prima dell’operazione Al-Aqsa Flood, il Canale 10 di Israele aveva mostrato le immagini di un matrimonio di estremisti ebrei, nel quale tutti erano ripresi mentre ballavano. In questo matrimonio, uno di loro teneva in mano la foto di un bambino palestinese in fiamme mentre gli altri chiedono a gran voce l’annientamento di tutti i palestinesi.

Questo odioso rifiuto di tutti i diritti degli indigeni è la prova che questo popolo non è composto da persone civilizzate. È una nuova barbarie che cerca di espandersi e dominare. Non si lasciano scoraggiare da diritti, morale, legge o patti. Ecco perché la percentuale di sostenitori dei palestinesi nel mondo tra il 7 e il 14 ottobre si aggirava intorno al 60%; poi è salita dopo l’attacco a Gaza al 95%, secondo quanto riportato da un professore di scienze politiche negli Stati Uniti. Questo è anche il motivo per cui alcuni ebrei hanno rinunciato alla cittadinanza israeliana, per non essere parte di questa situazione vergognosa.

Ma come si alimenta l’osceno e terribile incitamento all’odio che si diffonde nella società israeliana? Le fonti di questo incitamento sono molteplici, ma se ne possono citare due, il cui ruolo ha cominciato a diventare chiaro negli ultimi due mesi. La prima fonte è l’establishment militare e della sicurezza, ed è stato costruito sulla negazione dei palestinesi. L’attuale ministro della Difesa giustifica il taglio dei beni di prima necessità a Gaza, come elettricità, cibo, acqua e carburante, dicendo che “stiamo combattendo contro animali umani”.

Per quanto riguarda la seconda istituzione responsabile dell’instillazione dell’odio, essa è rappresentata da gran parte dei rabbini, ad esempio uno di loro ha affermato: “Non siate misericordiosi con il bambino, perché crescerà e ucciderà dato che la dottrina con la quale sarà allevato è ancora peggiore di quella di suo padre”. La Torah afferma nel Libro del Deuteronomio 20:16-18: “Tuttavia, non devi lasciare che nessun essere vivente sopravviva tra le città di questo popolo che il Signore tuo Dio ti dà in eredità. Devi distruggerli completamente: l’Hethita, l’Amorreo, il Cananeo, il Perizzita, l’Hivita e il Gebuseo”. Non esclude uomini, donne o bambini. Naturalmente, questa non rappresenta l’unica interpretazione dell’ebraismo, ma è il discorso dominante dietro il quale si trovano i partiti religiosi estremisti, che hanno spinto il ministro del Patrimonio a dire che sganciare una bomba nucleare su Gaza è una delle opzioni possibili per sbarazzarsi completamente del movimento di Hamas e dei palestinesi.

È questa cultura piena di odio e violenza che dovrebbe rendere Israele uno Stato paria.

(Foto: [Ashraf Amra – Anadolu Agency]).

Traduzione per InfoPal di Aisha T. Bravi