Le reazioni palestinesi alla condanna carceraria dello Shaykh Ra'ed Salah

Ramallah – Infopal. Seguono alcune delle numerose dichiarazioni rilasciate da associazioni e personalità religiose musulmane, in condanna alla sentenza di 5 mesi di prigione emessa ieri, 13 luglio, da un tribunale israeliano. 

L'imputato è uno dei maggiori leader religiosi palestinesi, lo Shaykh Ra'ed Salah e l'accusa; 'aver preso parte alla Gaza Freedom Flottilla'. 

La pena contro lo Shaykh Salah decorrerà a partire dal 25 luglio prossimo nella prigionie di Ramle, nota con il nome di Ayalon. 

Kamal al-Khatb, vice presidente del movimento islamico nei Territori Palestinesi Occupati nel '48 (Israele) dichiara: “la sentenza emessa ieri dalla corte distrettuale di al-Quds (Gerusalemme) è un decreto politico. La giustizia israeliana è una quinta colonna del potere politico e degli organi di sicurezza. È un oltraggio al ruolo e alla carica che lo Shaykh Salah ricopre”. 

“Quella di Israele contro lo Shaykh Salah è una persecuzione politica”, afferma il Presidente del Comitato Supremo per il monitoraggio sulla cittadinanza palestinese, Mohammed Zeidan che conclude: “Sono azioni penali dettate da ingiustizia e razzismo. Lo dimostrano le ripetute vicende che riguardano il leader religioso condannato ieri e le minacce di espulsione ai danni di personalità politiche palestinesi gerosolimitane”. 

L'Associazione degli Ulama' (teologi e giureconsulti musulmani, ndr): “Si tratta dell'ennesima prova dell'arroganza e della prepotenza sionista. La Moschea di al-Aqsa è in serio pericolo e noi faremo di tutto per tutelarla dai soprusi israeliani”.                  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.