L’Ente di Soccorso umanitario turco IHH: Tel Aviv rilasci il nostro rappresentante in Cisgiordania

Istanbul – Infopal. L'Ente si Soccorso umanitario turco IHH ha chiesto alle autorità occupanti israeliane di rilasciare il suo rappresentante in Cisgiordania 'Izzet Shahin.

Questa notizia è stata data durante una conferenza stampa indetta dal presidente dell'IHH Bulent Yildirim presso la sede dell'ente a Istanbul e alla quale hanno partecipato membri di associazioni della società civile turca e anche la moglie di Shahin. Un'iniziativa, questa, di sostegno al rappresentante dell'IHH in Cisgiordania, prima che egli venga condotto (oggi 6 maggio) davanti ad un tribunale israeliano.

I servizi segreti israeliani (Shabak), il 27 aprile, hanno arrestato 'Izzet Shahin, giunto di recente in Cisgiordania per aprire una sede di rappresentanza dell'ente turco. Egli si era anche iscritto all'università per studiare l'ebraico. L'hanno arrestato presso il checkpoint di Betlemme e l'hanno condotto al centro di detenzione di Betah Tikva. Gli agenti israeliani sono anche entrati in casa sua per una perquisizione completa, ed hanno prelevato il computer di Shahin e varia documentazione dell'IHH.

Sua moglie ha detto di essere gravemente preoccupata per la vita di suo marito, agli arresti presso le autorità israeliane da una settimana, perciò ha chiesto a Tel Aviv di rilasciarlo subito.

Il presidente dell'IHH ha affermato che è possibile che l'arresto di un rappresentante dell'ente turco sia una reazione contro le attività dell'ente stesso, che sta organizzando campagne contro l'embargo a Gaza, ma ha sottolineato che questi tentativi “non faranno cambiare strada alla nostra organizzazione, quindi le navi della Flotta della Libertà partiranno alla metà di maggio alla volta di Gaza”.

Yildirim ha poi messo in guardia Israele dal non tenere ulteriormente Shahin in carcere: “Se il nostro amico non verrà rilasciato, solleveremo scandali su tutte le attività israeliane in Turchia”.

Yildirim ha poi ricordato che l'IHH “ha tentato d'inviare tre avvocati in Israele per seguire il caso di Shahin, accusato da Israele di essere legato ad organizzazioni 'terroristiche' e di rappresentare un pericolo per la sua sicurezza, tuttavia l'ambasciata israeliana non ha fornito risposta alla domanda di visti presentata dall'IHH”.

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