L’Esercito israeliano arresta il coordinatore della resistenza popolare nonviolenta di Bil’in.

Ramallah. Gli organizzatori delle proteste lo definiscono “l’arresto della personalità di maggior rilievo nella recente ondata di sequestri contro la resistenza popolare in Cisgiordania”: si tratta di Mohammed Khatib, di Bil'in, membro del Comitato popolare, arrestato all’alba di quest’oggi, giovedì 28 gennaio.

Secondo quanto riferiscono membri del Comitato, militari israeliani hanno fatto irruzione nella cittadina alle 2 di notte, quindi hanno circondato la casa di Khatib, svegliando Mohammed, sua moglie e i loro quattro bambini. La casa è stata perquisita, poi i militari, subito dopo l’arresto di Mohammed, si sono ritirati dalla zona.

Parecchi testimoni oculari e attivisti riferiscono di aver visto cinque jeep militari tornare verso la sua abitazione circa mezz’ora dopo l’arresto. “Sei militari sono tornati nella casa, dove i bambini erano ormai terrorizzati, per svolgere un’altra approfondita perquisizione, senza però mostrare alcun mandato di cattura. Nel corso della perquisizione sono stati presi il telefono di Khatib e numerosi documenti, compresi quelli utilizzati per i procedimenti giudiziari in corso presso l’Alta Corte israeliana riguardanti la cittadina di Bil’in”.

Gli stessi testimoni affermano che i militari hanno emesso un comunicato in cui si dice che “sono stati rinvenuti documenti sospetti e materiale sovversivo”.

Khatib era già stato arrestato il 3 agosto, accusato di sovversione e lancio di pietre, per essere poi rilasciato due settimane dopo, quando un giudice della Corte militare israeliana trovò che le prove a suo carico erano state falsificate dato che i suoi avvocati avevano provato che Khatib si trovava altrove nelle date in cui l’esercito affermava invece d’averlo fotografato mentre lanciava pietre nel corso di una dimostrazione.

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