L’esercito israeliano attacca le manifestazioni di Betlemme e Bil’in: sei feriti.

Ramallah – Infopal. Due palestinesi e un bambino sono stati feriti ieri dai soldati israeliani durante il corteo settimanale della cittadina di al-Ma’sara, a sud di Betlemme.

Testimoni oculari hanno riferito che i soldati dell’occupazione hanno aggredito i manifestanti picchiandoli con i fucili e i manganelli, e ferendo tre di loro: Suad Jum’a, Fatima Barijiyeh e il piccolo Saed Sulaiman, di 9 anni.

Decine tra abitanti della cittadina e sostenitori stranieri hanno partecipato alla manifestazione, partita dal centro del paese dopo la preghiera del venerdì e diretta verso il Muro dell’Apartheid costruito dall’occupazione israeliana sui terreni della cittadina. I manifestanti hanno alzato le bandiere palestinesi e gli striscioni, opponendosi al silenzio mondiale di fronte ai crimini che l’occupazione commette contro i cittadini palestinesi e le loro proprietà.

Mohammad Brijiyeh, portavoce dei comitati popolari contro il muro e la colonizzazione nelle cittadine della provincia sud di Betlemme, ha invitato al proseguimento delle attività di protesta contro il muro, perché la voce dei palestinesi raggiunga tutto il mondo. 

Corteo di Bil’in: tre feriti, di cui due americani. Ancora nella giornata di ieri, fonti locali hanno riferito che i soldati dell’occupazione hanno sparato pallottole d’acciaio ricoperte di gomma, bombe al suono e gas lacrimogeni contro la dimostrazione settimanale di protesta per il Muro dell’Apartheid e il colonialismo: tre i manifestanti sono stati feriti, tra cui due sostenitori americani e un cittadino palestinese, Farahat Birnat; decine quelli asfissiati dai gas lacrimogeni.

Anche qui la manifestazione settimanale contro il Muro ha avuto inizio dopo la preghiera del venerdì: i cittadini e i sostenitori stranieri si sono legati con catene in segno di solidarietà con i detenuti, alzando le bandiere palestinesi e gli striscioni con le richieste di liberazione. Alcuni cartelloni invitavano alla lotta contro l’occupazione e contro il muro e le colonie, altri ricordavano la battaglia di al-Karameh.

Il Comitato popolare contro il Muro di Bil’in ha inoltre condannato la politica di demolizione delle case dei cittadini palestinesi a Gerusalemme, che avrebbe l’obiettivo di svuotare la città dei gerosolemitani arabi e trasformarla in città ebraica. Il comitato si è anche appellato alla formazione di un movimento internazionale che fermi tale politica.

 

 

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