L’esercito israeliano pronto per una nuova guerra contro il Libano? E’ una millanteria, rispondono gli analisti.

Il quotidiano israeliano Ha’aretz ha scritto ieri, riportando quanto affermato dai vertici dell’esercito, che il secondo round di scontri con Hezbollah riprenderà entro mesi o settimane. La giustificazione? Il continuo contrabbando di munizioni dirette a Hezbollah.
Il quotidiano ha riportato le dichiarazioni di alti dirigenti dell’Esercito israeliano secondo cui sia la Siria sia l’Iran stanno fornendo illegalmente armi alla resistenza libanese, e che tale contrabbando è cresciuto nella prima settimana dopo la cessazione delle ostilità.

"Non c’è modo di fermare praticamente tutte le forme di contrabbando di armi dirette a Hezbollah via Siria, e perciò, Israele non esiterà a colpire ogni convoglio che trasporti armi al partito libanese, senza richiedere alcun permesso per tale attacco", ha riferito un ufficiale al quotidiano.

Migliaia di soldati israeliani stazionano ancora dentro il Libano in preparazione per ogni possibile attacco di Hezbollah e per riprendere nuovamente la guerra.

Sembra, tuttavia, che analisti militari e osservatori locali ritengano una millanteria le dichiarazioni dell’esercito, che non avrebbe la forza, attualmente, per intraprendere una nuova guerra contro il Libano dopo la recente sconfitta e con parte dei paesi arabi ostili. Ogni futura nuova avventura militare israeliana avrebbe, ora, più probabilità di perdere che di vincere.
Più di 170 soldati israeliani sono stati uccisi (alcuni rapporti addirittura parlano di 400) e più di 5.000, coloni compresi, sono stati feriti, durante i 33 giorni di guerra contro il Libano.

Altre violazioni israeliane della tregua sono state registrate nel sud, comprese frequenti scorribande contro il Libano, e attacchi con bulldozer contro le strade nel villaggio di Marwaheen, nel tentativo di impedire ai rifugiati libanesi il ritorno nelle loro abitazioni.

I quotidiani russi hanno messo in dubbio la possibilità di Israele di raggiungere una vittoria militare nella regione, aggiungendo che la capacità della resistenza libanese non è limitata alla qualità delle armi che possiede, ma piuttosto al sostegno popolare di cui gode.

Da parte sua, il capo dei servizi di intelligence israeliani interni (Shabak), Yuval Diskin, ha ammonito Israele sulla possibilità di incontrare problemi strategici per i prossimi 3-5 anni a causa della forza crescente delle fazioni della resistenza palestinese – in modo particolare le Brigate Qassam, l’ala armata di Hamas nella Striscia di Gaza.

Il generale ha chiesto al suo governo di non prestare attenzione all’appello palestinese per una tregua, perché, sostiene, tonnellate di materiale esplosivo e migliaia di armi vengono contrabbandate attraverso il terminale di Rafah da quando Israele si è ritirato dalla Striscia, un anno fa.

Nel frattempo, durante una cerimonia ufficiale, il comandante delle truppe paracadutiste, il gen.Yossi Hayman, ha ammesso la piena responsabilità per la sconfitta in Libano, ammettendo anche che le sue truppe "non erano preparate bene per la guerra".

(Fonte: www.haaretz.com e www.palestine-info.co.uk)

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