L’esercito israeliano si auto-assolve. La condanna delle organizzazioni umanitarie.

L’esercito israeliano si auto-assolve 

Osservatori per i diritti uman hanno accusato ieri l’esercito israeliano di utilizzare le proprie indagini interne per coprire le dichiarazioni che rivelerebbero i crimini di guerra commessi dai soldati durante la recente offensiva contro la Striscia di Gaza.

“I risultati delle investigazioni rendono chiaro che l’esercito israeliano, oggettivamente, non monitorerà se stesso – ha commentato Joe Stork, rappresentante regionale di Human Rights Watch, una delle organizzazioni che hanno risposto alla pubblicazione, avvenuta mercoledì, dei risultati dell’inchiesta sotto accusa -. Le conclusioni emerse sono un evidente tentativo di mascherare le violazioni delle leggi di guerra da parte delle forze israeliane a Gaza. Solo un’indagine al di sopra delle parti fornirebbe una parziale riparazione dei torti ai civili uccisi”.

Human Rights Watch, in collaborazione con organizzazioni israeliane e palestinesi, ha invitato Israele ad accettare un’inchiesta Onu guidata dal giudice Richard Goldstone: invito già respinto dallo stato ebraico.

L’esercito attualmente ha portato a termine cinque indagini separate, concludendo che “durante i combattimenti di Gaza, le forze di difesa israeliane hanno operato in accordo con le leggi internazionali”. Gli episodi nei quali hanno perso la vita palestinesi innocenti sono stati definiti “incidenti operativi”.

In un rifiuto unanime di queste dichiarazioni, dieci organizzazioni israeliane per i diritti umani (B’Tselem, Medici per i Diritti umani, Gisha, Adalah, l’Associazione per i Diritti civili in Israele, Yesh Din, Hamoked, il Comitato pubblico contro le torture, Bimkom e Rabbini per i Diritti umani) hanno scritto: “I dati raccolti dalle organizzazioni umanitarie che lavorano in Israele dimostrano che molti civili di Gaza sono stati uccisi non a causa di ‘incidenti’, ma come conseguenza diretta della politica scelta dalle forze militari e realizzata attraverso i combattimenti”.
Le stesse organizzazioni hanno anche fatto notare che, se l’esercito è convinto di non aver commesso alcun torto, non dovrebbe opporsi all’inchiesta indipendente di Goldstone. 

Human Rights Watch, da parte sua, ha anche citato la propria indagine, effettuata durante la guerra a Gaza, la quale ha riportato che “le forze israeliane si sono rese responsabili di serie violazioni delle leggi di guerra, ivi compresi l’uso di artiglieria pesante e di fosforo bianco in aree densamente popolate, l’evidente scelta di colpire individui che cercavano d’identificarsi come civili e la distruzione di obiettivi civili in una misura che superava le necessità militari. (…) Alcuni casi di uso del fosforo bianco rappresentano un’evidente prova di crimini di guerra”. Tutto questo è stato pubblicato il mese scorso in un rapporto di 71 pagine dell’organizzazione newyorkese.

Secondo i dati del ministero della Sanità palestinese, inoltre, almeno 1.450 palestinesi, tra cui centinaia di bambini, sono stati uccisi durante l’assalto di tre settimane condotto sulla città di Gaza tra dicembre e gennaio; dieci soldati israeliani hanno perso la vita nei combattimenti, e tre civili loro connazionali sono stati colpiti a morte dai razzi provenienti dalla Striscia.



 

 

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