L’esercito israeliano vuole espandere la “zona cuscinetto” del Corridoio di Filadelfia

Gaza – The Palestine Chronicle. Il canale israeliano Channel 12 ha riferito domenica che l’esercito israeliano intende ricostruire il valico di Rafah tra la Striscia di Gaza e l’Egitto in una nuova posizione, vicino al valico di Kerem Abu Salem (Kerem Shalom), lungo il confine israelo-egiziano.

Il rapporto afferma che il nuovo valico dovrebbe essere gestito congiuntamente da Israele, Egitto, palestinesi e statunitensi.

Secondo quanto riferito, l’esercito israeliano intende espandere la zona cuscinetto lungo 14 chilometri della Philadelphi Route, con il presunto scopo di distruggere i tunnel e preservare quelle che definisce le sue “conquiste” nella città meridionale di Rafah.

Il 19 giugno, la Radio dell’esercito israeliano ha annunciato che il valico di frontiera di Rafah non era più utilizzabile dopo che il lato palestinese era stato completamente distrutto.

Un video pubblicato dalla radio ha mostrato l’ampia distruzione causata dall’esercito di occupazione israeliano al valico, dove la sala principale è stata rasa al suolo e anche gli edifici circostanti sono stati distrutti.

Il 7 maggio, l’esercito israeliano ha preso il controllo del valico, un giorno dopo che Tel Aviv aveva annunciato l’inizio di un’operazione militare nella città densamente popolata di Rafah, ignorando gli avvertimenti internazionali sulle ripercussioni.

La rotta di Filadelfia.

La Philadelphi Route, o Corridoio di Filadelfia – spesso indicato come Philadelphia – è una stretta striscia di terra, lunga 14 chilometri, situata lungo il confine tra Gaza meridionale e l’Egitto.

In passato, il corridoio era sotto il controllo delle forze israeliane, che lo pattugliavano in base alle disposizioni del Trattato di pace Egitto-Israele del 1979.

A Israele è stato permesso di controllare il corridoio anche dopo gli accordi di Oslo del 1993.

Solo nel 2005, quando le truppe israeliane si sono ritirate dalla Striscia di Gaza, Egitto e Israele hanno concluso l’Accordo di Filadelfia.

In quell’occasione, l’Egitto si impegnò a dispiegare 750 guardie di frontiera lungo il percorso per pattugliare il confine sul lato egiziano, mentre il lato palestinese rimase sotto il controllo dei palestinesi.

Israele mira a isolare completamente la Striscia di Gaza, già assediata, dal resto del mondo.

Il valico di Rafah, che si trova lungo il confine con l’Egitto, è l’unico che non è controllato direttamente da Israele.

Ai gazawi non è consentito utilizzare altri valichi per entrare o uscire dalla Striscia assediata.

Genocidio in corso.

Attualmente sotto processo davanti alla Corte internazionale di giustizia per genocidio contro i palestinesi, Israele sta conducendo una guerra devastante su Gaza dal 7 ottobre.

Secondo il ministero della Salute di Gaza, 37.877 palestinesi sono stati uccisi e 86.969 feriti nel genocidio in corso a Gaza dal 7 ottobre.

Inoltre, almeno 7 mila persone sono irreperibili, presumibilmente morte sotto le macerie delle loro case in tutta la Striscia.

Le organizzazioni palestinesi e internazionali affermano che la maggior parte delle persone uccise e ferite sono donne e bambini.

La guerra israeliana ha provocato una carestia acuta, soprattutto nel nord di Gaza, causando la morte di molti palestinesi, soprattutto bambini.

L’aggressione israeliana ha anche provocato lo sfollamento forzato di quasi due milioni di persone da tutta la Striscia di Gaza, con la stragrande maggioranza degli sfollati costretti nella città meridionale di Rafah, densamente affollata e vicina al confine con l’Egitto, in quello che è diventato il più grande esodo di massa della Palestina dalla Nakba del 1948.

Israele afferma che 1.200 soldati e civili sono stati uccisi durante l’operazione Ciclone di al-Aqsa del 7 ottobre. I media israeliani hanno pubblicato rapporti che suggeriscono che molti israeliani sono stati uccisi quel giorno da “fuoco amico”.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.