Lettera dal carcere israeliano

Lettera dal carcere israeliano

Di Cynthia McKinney

Sono Cynthia McKinney e parlo da un cella israeliana a Ramle. [Sono una degli] attivisti umanitari di Free Gaza 21 attualmente imprigionati per aver tentato di portare a Gaza rifornimenti medici, edilizi e persino pennarelli per bambini, ne avevo una valigia piena. Mentre eravamo diretti verso Gaza, gli israeliani hanno minacciato di sparare alla nostra imbarcazione, ma non abbiamo fatto marcia indietro. Allora ci hanno dirottati e arrestati, perché volevamo dare dei pennarelli ai bambini di Gaza. Siamo stati chiusi in carcere, e vogliamo che la gente di tutto il mondo veda come ci trattano, solamente perché volevamo fornire assistenza umanitaria al popolo di Gaza.

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Durante l’operazione Piombo Fuso, gli F16 israeliani inviati dagli USA scatenarono una pioggia di fuoco sul popolo intrappolato [a Gaza]. La pulizia etnica diventò genocidio totale su larga scala. Vennero importati dagli USA e utilizzati anche il fosforo bianco, l’uranio impoverito, la tecnologia robotica, le armi DIME e le bombe-suono – nuove armi capaci di creare danni mai curati prima dai dottori giordani e norvegesi. Mi è stato poi spiegato dai medici che si trovavano a Gaza durante il massacro israeliano che Gaza era diventata un vero e proprio laboratorio di prova degli armamenti, dove le persone venivano usate come cavie per migliorare la capacità omicida delle nuove armi.

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Il sionismo ha certamente esaurito quel poco di legittimità residua, se è a questo che sottopone un popolo che crede così profondamente nei diritti umani, al punto da esporsi in prima fila e mettere in pericolo la propria vita per i figli di un altro. Israele è la più piena espressione del sionismo, ma se teme per la propria sicurezza perché i bambini di Gaza hanno dei pennarelli, allora non solo ha perso il suo ultimo brandello di legittimità, ma dev’essere anche dichiarata uno stato fallito.

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Sono stata incarcerata dallo stato che mi ha condotta qui sotto la minaccia delle armi da fuoco, dopo aver dirottato la nostra barca. Sono stata portata in Israele contro la mia volontà. Sono trattenuta in prigione perché avevo il sogno che i bambini di Gaza potessero colorare e disegnare, che i feriti potessero essere guariti e le case bombardate ricostruite.

 

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