Lettere al Corriere della Sera.

Pubblichiamo una lettera di un cittadino, Mariano Mingarelli, membro del Comitato dei Consulenti di Infopal, messo alla berlina nella lista di proscrizione di Magdi Allam, all’interno dell’articolo del 5 marzo scorso, sul Corriere della Sera.

Per chi volesse mandare lettere di protesta al Corriere della Sera, segnaliamo gli indirizzi email dei vice-direttori.

Vice Direttore Pierluigi Battista       pbattista@corriere.it
Vice Direttore Dario di Vico          ddivico@corriere.it
Vice Direttore Luciano Fontana     lfontana@corriere.it
Segretario di Redazione  Francesco Faranda  ffaranda@corriere.it
Caro Redattore Centrale   Barbara Stefanelli  bstefanelli@corriere.it

Al direttore del Corriere della Sera

Opinioni e Commenti

A proposito dell’articolo di Magdi Allam sulle “minacce a Napolitano per la Fiera del Libro”, devo dirle che non considero il signor Magdi Allam un giornalista e neppure un opinionista, ma lo ritengo al massimo quello che gli americani chiamano un “shit diffuser”, un affiliato cioè a quel “Shit Department” della CIA la cui funzione è quella di “spargere merda” sugli avversari politici, al fine di distruggerne la reputazione.

Il livore con il quale attacca coloro che non appartengono al mondo che si è imposto di difendere dalla barbarie, l’acredine con la quale usa le parole, l’uso strumentale dell’aggressione verbale e della distorsione della verità dei fatti, fanno pensare di lui ad un adepto di questo “Shit Department”. Infatti, esso “sparge merda” per screditare, per rendere inattendibile, per mettere alla gogna le sue “vittime”, con la diffusione di mezze verità o di falsità che si ammantano di verità e la cui contestazione risulta inutile, tanto esse sono assurde.

Ma perché e per chi lo fa? A volte sembra il parvenu che cerca di imbonirsi il padrone. Ma questa ipotesi mi sembra troppo semplicistica, dato che ogni marionetta, ogni pinocchio, ha sempre un Mangiafuoco che lo muove!

Francamente da molto tempo ho cessato di interessarmi a quanto scrive questo signore e quindi nulla avrei saputo del coinvolgimento del mio nome in un suo articolo, se amici non me lo avessero riferito.

Non mi sono meravigliato del suo uso terroristico del linguaggio con il quale ha cercato di creare il caso delle presunte “minacce” fatte al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano!

Con un collage ben congegnato di parole estrapolate dal  comunicato del “Comitato Naqba”, con il quale si giudica negativo l’appoggio incondizionato del Presidente alla presenza di Israele quale ospite d’onore alla Fiera del Libro, il signor Magdi Allam ha cercato di innalzare l’impalcatura di un reato che condanna irrimediabilmente chi osa criticare il capo dello Stato quando fa affermazioni estremamente discutibili.

Non sapevo che ad esso fosse stato attribuito per legge il privilegio dell’infallibilità.

Forse nel ricordo del signor Magdi Allam si agita ancora il fantasma del suo “democratico” Mubarak, ma in Italia il diritto di critica – non di offesa o di diffamazione – anche delle più alte cariche della Repubblica, vige ancora e si spera che possa ancora durare, senza essere soffocato dalle minacce presunte alla “sicurezza” dello Stato.

Nelle parole del signor Magdi Allam sembra di capire che la giustizia e il diritto internazionale sono solo degli optional, dei quali si può fare a meno, quando sul banco degli imputati c’è lo stato d’Israele.

Egli dice, giustamente, che il comunicato del “Comitato Ricordare la Naqba” è stato diffuso tramite il sito di Infopal che lo ha proposto con la dicitura “riceviamo e pubblichiamo”.

Forse che i vari quotidiani e riviste di ogni genere o gli altri mezzi di comunicazione mediatica sono considerati abitualmente diabolici dal signor Magdi Allam quando riportano pareri di lettori avversi all’opinione da lui professata?

Non è che il signor Magdi Allam  abbia approfittato, invece, dell’occasione per attaccare il sito Infopal perché esso, con la costante diffusione delle notizie riguardanti le atrocità commesse in Palestina dai soldati dello Stato d’Israele, mette in discussione l’ipocrisia del silenzio dell’informazione nazionale e internazionale al riguardo?

Perché poi pubblicare l’elenco dei nomi di tutti coloro che, in vario modo collaborano con Infopal?

E’ forse una denuncia di correità alla lesa maestà? O serve a “gettare merda” su persone in parte sconosciute al signor Magdi Allam, ma che certamente militano su un versante dell’informazione a lui opposto?

A proposito del sottoscritto il signor Magdi Allam non sa neppure che, a livello personale, già commisi una grave colpa scrivendo una lettera di critica a Giorgio Napolitano quando assimilò l’antisionismo all’antisemitismo, perché a me parve un errore di valutazione molto grave e ritenni mio dovere fargli pervenire il mio dissenso al riguardo.

Infine, vorrei far notare al signor Magdi Allam, profondo conoscitore degli avvenimenti mediorientali, che se può essere messa in discussione la denominazione di indipendenza di Israele, riferita al 1948, non può essere invece negato – come lui ha cercato di insinuare – il fatto che  il popolo palestinese allora subì una vera “catastrofe”(Naqba),  dato che su una popolazione di circa 1.300.000 persone più di 800.000 vennero espulse con violenza dalle loro case, dalle loro città e dai loro villaggi.

Stragi, stupri e distruzioni vennero compiute dalle varie bande terroristiche sioniste ancor prima che cessasse il Mandato Britannico. Infatti, nel solo 1947 vennero espulsi più di 413.000 palestinesi. Nel 1948 invece vennero distrutti 531 villaggi palestinesi e vennero fatte stragi e massacri in più di 40 villaggi.

Questa pulizia etnica venne portata a termine dai sionisti delle bande terroristiche dell’Irgun, del Palmach, dalle milizie dell’Hashomer, dal gruppo Lehi  e dal gruppo Stern, che poi confluirono nell’Hagana –  divenuto esercito d’Israele.

Per concludere poi, lo inviterei a studiarsi bene la Risoluzione 194 delle Nazioni Unite del 1948 – tuttora valida, anche se  mai applicata – forse scoprirebbe che, tra l’altro, essa prevede l’internazionalizzazione di Gerusalemme e non l’annessione unilaterale della città allo stato d’Israele.

Sperando di non aver più a che fare con il signor Magdi Allam,

la saluto

 

                                                       
     
         Mariano Mingarelli

 

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