Lifeline 5: l'Egitto promette di facilitare il passaggio

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Imemc e agenzie. Zaher Birawi di Lifeline 5 ha riferito della promessa fatta dall'Egitto di facilitare l'entrata della spedizione nello Stato egiziano, affermando che Il Cairo condivide con la flotilla l'obiettivo di far arrivare i rifornimenti umanitari nella Striscia di Gaza il prima possibile.

L'Egitto ha tuttavia chiesto un elenco che contenga informazioni sui singoli passeggeri, sul carico e sui veicoli in viaggio verso Gaza.

Birawi ha riportato la notizia al termine di un incontro con Shawqi Isma'il, ambasciatore egiziano in Siria, che si è fatto portavoce della promessa egiziana di collaborare con Lifeline e di non opporsi all'entrata degli attivisti nella regione assediata insieme agli aiuti.

L'Egitto, ha aggiunto Isma'il, preferisce che i partecipanti alla spedizione attraversino il confine tutti insieme, piuttosto di ammetterli in più riprese.

Gli organizzatori del convoglio hanno già fornito alle autorità egiziane tutte le informazioni richieste, e una risposta arriverà probabilmente nelle successive ventiquattr'ore, per far sapere quando alla flotilla sarà permesso di partire dalla Siria verso le coste egiziane.

Non è ancora chiaro se l'Egitto permetterà al parlamentare britannico George Galloway di fare ingresso nel suo territorio, mentre l'ambasciatore ha promesso che si sarebbe consultato con la leadership egiziana al riguardo.

Da parte sua, Galloway ha dichiarato che, nel caso la sua presenza fosse di ostacolo alla consegna degli aiuti, sarebbe disposto ad abbandonare la missione.

Durante una conferenza stampa tenutasi nell'Hotel Sahara a Damasco, gli organizzatori della flotilla hanno suggerito che venerdì potrebbe essere il giorno della partenza per Gaza, se i colloqui con l'Egitto andassero a buon fine.

Nel corso della conferenza è intervenuto lo stesso Galloway, ricordando ai presenti che il nemico non è l'Egitto ma l'occupazione israeliana, e facendo notare che l'attacco alla Freedom Flotilla e l'uccisione dei nove attivisti turchi da parte della marina israeliana ha spinto un maggior numero di sostenitori a sifdare l'assedio israeliano e le continue aggressioni.

'Aiutare il popolo di Gaza è dovere di ogni sostenitore arabo, musulmano o semplicemente fautore della libertà – ha aggiunto Galloway – Agli abitanti di Gaza non servono solo gli aiuti: serve la fine dell'assedio'.

Gli ha fatto eco Abd al-Fattah al-Kilani, membro della delegazione giordana, il quale ha dichiarato che l'obiettivo principale della flotilla non è inviare il suo carico a Gaza, ma rompere l'assedio illegittimo.

Al-Kilani ha anche rivelato che l'Egitto ha già autorizzato l'entrata dei 110 attivisti giordani di Lifeline.

Se non dovessero emergere altre questioni o ostacoli urgenti, il convoglio lascerà quindi la Siria dopodomani, trasportando 380 sostenitori provenienti da trentacinque paesi diversi, più 144 veicoli pieni di rifornimenti umanitari, del valore stimato di più di 20.000 euro.

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